Vent’anni di pesticidi

Agosto 27th, 2014
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campo-coltivato-mano Il Prof Olivieri scrive alla Serracchiani ed a Futuragra. Vent’anni di errori in agricoltura messi in fila con la richiesta di rottamare anche i soliti noti che speculano sull’agricoltura nazionale.

Leggi la lettera di Olivieri

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Legge

Luglio 27th, 2014
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Debora Serracchiani Semplicemente Legge, sia nel senso di norma giuridica, ma anche nel senso di leggere, consultare e possibilmente capire quanto sta scritto. Le leggi vigenti in disciplina agricola in Europa sono abbastanza semplici ed una Governatrice che lo scorso anno ci ha dimostrato quanta conoscenza avesse della materia in cui è laureata non può non leggere la legge. Non lo può fare anche perchè si dice Semplicemente Europea nel suo manifesto elettorale.

Cara Governatrice, Avvocato Serracchiani, ora legga queste lettere e ci dica cosa intende fare. Il problema sta nel fatto che dei due campi distrutti dalla forestale in Friuli, il secondo e più grande era a Colloredo Montalbano ed è stato distrutto sulla base del DL Competitività alias 91/2014 del 24 giugno 2014 e di quello ce ne occuperemo nei prossimi giorni quando i nodi verranno al pettine, ma il primo campo distrutto dalla Forestale a Mereto di Tomba è stato distrutto sulla base della legge regionale del Friuli la n.5 del 28 marzo 2014 così come le relative sanzioni.

Possiamo solo augurarci che il Friuli decida di restare in Europa e che si adegui alle Leggi vigenti.

Leggi le lettere della commissione europea a Fidenato del 7 Luglio e del 17 Luglio.

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Due campi friulani seminati con mais Mon 810

Maggio 22nd, 2014
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campi-mais-ogm Articolo aggiornato dopo la pubblicazione iniziale il 23 Maggio 2014.
La governatrice Serracchiani informa di aver ricevuto la notifica di campi seminati con OGM (probabilmente si tratterà di Mon 810) e dichiara di voler avere una regione dove sia impedito di coltivare OGM, ma non una Regione OGM-free. Ossia non verrebbe impedire le importazioni di mangimi OGM che potrebbero continuare ad essere venduti dai soliti Consorzi Agrari, come già ci aveva spiegato il presidente di Coldiretti Ermacora.

La Serracchiani ripete quanto aveva già osservato l’anno scorso, ossia che non ci sono sanzioni nel decreto del 12 agosto 2013 e quindi vedremo come agirà la Governatrice-Avvocato.

Nella foto vediamo in fondo il campo di Fidenato del 2010 posto sotto sequestro dall’autorità giudiziaria e per questo recintato con nastro rosso e bianco. A sinistra invece il campo fiancheggiante con piante sofferenti piantato a mais tradizionale su cui la forestale aveva compiuto (nel 2010) ben 30 prelievi nessuno dei quali indicava una presenza accidentale oltre il limite di legge dello 0,9%: una prova oggettiva che la coesistenza non è solo possibile, ma è anche facile.

Leggi l’articolo in cui si sostiene che la UE penalizza i prodotti del territorio
Leggi anche Il Messaggero Veneto sui campi coltivati ad OGM
Leggi Gli OGM sono ancora in campo

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Marco Pasti scrive alla Serracchiani sperando che legga con calma e senza suggeritori interessati

Gennaio 16th, 2014
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serracchiani-ogm Una lettera precisa, concreta e calzata sulle criticità e problematiche del Friuli. Una contro-informazione gratuita su cui sarebbe bello che la Governatrice ragionasse con calma e senza cercare come al solito di inseguire la piazza.


Lettera Aperta a Debora Serracchiani, presidente, e a Sergio Bolzonello, assessore alle attività produttive, della Regione Friuli Venezia Giulia.

In questi giorni sono in discussione presso gli uffici della Regione Friuli Venezia Giulia le regole per la coesistenza tra colture geneticamente modificate, convenzionali e biologiche. L’obbiettivo politico dichiarato dall’Amministrazione Regionale è quello di impedire la coltivazione di mais geneticamente modificato per resistere alla piralide. Nonostante questo obbiettivo sia perfettamente centrato nel testo messo a punto dagli uffici regionali siete stati accusati dagli oppositori degli OGM di voler spalancare le porte alla coltivazione di OGM in Regione. A queste accuse avete risposto che “la Regione Friuli è la prima regione italiana sotto attacco degli OGM” e che le norme per la coesistenza sono l’unico strumento nelle mani della Regione per impedire la coltivazione di OGM.

Appare evidente che il no agli OGM sia la strada che ritenete vincente nell’attuale contesto politico. Tuttavia questa strada non è senza costi per i cittadini e le imprese che vivono e operano in Friuli. Infatti il mais con oltre 90.000 ettari coltivati è la principale coltivazione del Friuli e la piralide è un insetto in grado di causare gravi danni sia quantitativi sia qualitativi a questa coltivazione. La perdita di produzione è molto variabile di anno in anno, ma può essere stimata in non meno del 10% della produzione regionale ovvero in oltre 80.000 tonnellate per un valore di almeno 16 milioni di euro. Ad oggi le varietà geneticamente modificate per resistere alla piralide sono il mezzo di gran lunga più efficiente per il suo controllo e sono stati ritenute sicure per l’uomo e l’ambiente dall’EFSA e dalle più credibili istituzioni internazionali.

A questo va aggiunto il problema delle contaminazione di alcune micotossine, sostanze tossiche prodotte da muffe, che si sviluppano prevalentemente sulle parti di spiga attaccate dalla piralide. Tra le micotossine le fumonisine sono strettamente connesse al danno causato dalla piralide che è in grado di aumentarne il contenuto di oltre 100 volte e sono state classificate come possibili cancerogene per l’uomo dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) anche in base a studi epidemiologici svolti in Friuli sul cancro alla cavità orale, alla faringe e all’esofago. Le fumonisine sono tossiche anche per gli animali tanto che spesso l’industria mangimistica preferisce comprare mais estero a prezzo superiore perché meno contaminato da fumonisine. Complessivamente a livello nazionale si può affermare, in base a stime dell’Università Cattolica di Piacenza, che il danno derivante da intossicazioni croniche da fumonisne agli allevamenti zootecnici sia dello stesso ordine di grandezza del danno subito dai produttori di mais.

La piralide è uno dei maggiori fattori di rischio di contaminazione anche per le Aflatossine dopo caldo e siccità. Le Aflatossine, classificate come sicuramente cancerogene, sono più rare ma molto più tossiche delle fumonisine, ed hanno la caratteristica di passare nel latte e quindi nei formaggi. La loro presenza potrebbe aumentare nei prossimi anni data la tendenza al rialzo delle temperature ed un controllo efficiente della piralide potrebbe diventare una condizione indispensabile per poter produrre mais in Friuli.

Da un punto di vista ambientale andrebbe considerato che il mais resistente alla piralide non solo riduce la distribuzione di insetticidi non selettivi dell’ambiente, ma richiede meno acqua, energia, concimi e agrofarmaci per essere prodotto dal momento che a parità input otteniamo un 10 percento in più di produzione. Per ottenere lo stesso quantitativo di mais prodotto oggi in Friuli si potrebbero risparmiare 50 milioni di metri cubi d’acqua, 9.000 TEP in meno di energia , 45.000 kg di agrofarmaci e 8.000 tonnellate di concimi o, a parità di superfici investite, assorbire 260.000 tonnellate di CO2 dall’atmosfera in più.

Quindi da norme che permettano la coesistenza possono derivare tangibili vantaggi per gli agricoltori, oltre 30 milioni di Euro, per i consumatori, minor rischio di contaminazione di micotossine possibili o sicure cancerogene, e per l’ambiente, minori consumi di energia, concimi e agrofarmaci per unità di prodotto. Buone norme di Coesistenza permettono ai produttori di scegliere cosa produrre e ai consumatori cosa consumare.

La distanza tra queste considerazioni e l’immagine creata presso l’opinione pubblica in questi anni è considerevole grazie ad una sistematica azione denigratoria svolta da una certa parte dell’agroalimentare italiano che vede nella demonizzazione degli OGM una strategia commerciale per fidelizzare i consumatori e cavalcata da una certa parte della politica per fidelizzare gli elettori. Questa strategia poggia tra l’altro sull’ipocrita omissione del fatto che da oltre 15 anni quotidianamente gli OGM entrano pacificamente e incontrastati in Regione tramite camion, treni e navi di soia GM prodotta all’estero e senza la quale una parte importante dei rinomati prosciutti e formaggi friulani non potrebbe essere prodotta.

Credo sarebbe importante che la Regione compisse uno sforzo per ridurre la distanza tra la realtà produttiva e la sua immagine presso l’opinione pubblica perché i buoni governi guidano i cambiamenti, quelli cattivi utilizzano le paure degli elettori.

Mestre, 15/01/14.
Marco Aurelio Pasti
presidente Associazione Italiana Maiscoltori

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La Serracchiani insiste: non si possono vietare gli OGM

Novembre 13th, 2013
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Ancora una tirata d’orecchi al Ministro Orlando da una anti-OGM convinta come la governatrice del Friuli.

Leggi La battaglia del mais tra Serracchiani e Orlando

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Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

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