Il TAR boccia il ricorso di Dalla Libera e Fidenato con motivazioni paradossali

Aprile 24th, 2014
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Leggi la sentenza.

La sentenza appena pubblicata non riguarda solo l’Italia ma vorrebbe sindacare sulla coltivazione di Mon 810 in tutta Europa con un evidente abuso di giurisdizione. Sembra scritta da chi vuole che l’Italia divenga terra di conquista da parte di chi può tranquillamente coltivare mais Bt fuori dall’Italia e poi legittimamente importarlo da noi come se i pretesi danni ambientali fatti in Spagna, Portogallo o Repubblica Ceca non fossero fatti in Europa.

Da meditare questo passaggio che ha davvero del paradossale: contro questo passaggio sarebbe assurdo se lo stesso MIPAF non presentasse ricorso.

III) nessuna discriminazione è dato riscontrare a danno delle imprese italiane che intendono coltivare e commercializzare il mais in questione rispetto alle imprese estere che possono esportare senza alcuna restrizione nel mercato italiano tale prodotto, in quanto queste ultime non coltivando il mais de quo nel territorio italiano non vengono a determinare i paventati rischi ambientali che hanno giustificato l’adozione del controverso decreto.

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Gli OGM stanno dalla parte delle leggi vigenti

Aprile 7th, 2014
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graffio-filteredComincia oggi 7 aprile la settimana che conduce a Mercoledi’ 9 quando il TAR del Lazio si dovrebbe pronunciare sui due ricorsi presentati uno da Giorgio Fidenato e l’altro da Silvano Dalla Libera con l’Associazione Luca Coscioni a sostegno. Tantissime altre organizzazioni che evidentemente grondano soldi da tutte le parti si sono costituite per sostenere invece il decreto a tre firme (Lorenzin, De Girolamo, Orlando) del 12 agosto scorso: la sintesi di quanto sta accadendo in Italia la fa Armando Massarenti con questo Graffio sul Sole 24 ore di Domenica 6 aprile:

Chi non vuole rispettare la legge sono quelli che hanno più soldi e che annoverano tra le varie organizzazioni anche quelli che vendono OGM e che vorrebbero continuare a farlo in regime di assoluto monopolio:
Comunicato Stampa

39 ASSOCIAZIONI SI MOBILITANO CONTRO GLI OGM, INIZIATIVE OGGI IN TUTTA ITALIA
ROMA, 05.04.14 - In Italia è partito il conto alla rovescia sugli OGM. Il prossimo 9 aprile, infatti, il Tar del Lazio si pronuncerà sul ricorso presentato da un agricoltore friulano contro il decreto interministeriale che proibisce la semina di mais MON810. Se il ricorso fosse accolto, si rischia di aprire la strada a semine incontrollate di colture OGM con conseguenze drammatiche per la filiera agricola italiana, l’ambiente, le produzioni biologiche, le esportazioni e la libertà di scelta dei cittadini.
La Task Force “Per un’Italia libera da OGM”, composta da 39 associazioni, è in prima linea per difendere i terreni agricoli nazionali. Alcune associazioni, in rappresentanza di tutta la Task Force, hanno presentato un ricorso ad opponendum, e sono al fianco dei Ministeri dell’Agricoltura, dell’Ambiente e della Salute affinchénon sia un singolo agricoltore a superare la scelta delle istituzioni fatta nel rispetto della volontà della maggioranza dei cittadini italiani.
Ma se il ricorso dell’agricoltore friulano fosse accolto, la Task Force rinnova l’appello al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e al governo perché venga emanato con effetto immediato un decreto contro le semine OGM e, a partire dal semestre italiano, si impegni in sede europea a elaborare finalmente una chiara iniziativa per impedire coltivazioni geneticamente modificate.
Per questi motivi oggi sono stati allestiti punti informativi della Task Force in una decina di città italiane del centro-nord per informare i cittadini sulle conseguenze e i rischi di coltivazioni OGM.
I principali appuntamenti:

- Milano (Eataly e Mercato della terra alla Fabbrica del Vapore)

- Torino (Mercato di Porta Palazzo)

- Bologna (Mercato della Terra di Piazzetta Pasolini)

- Padova (Piazzetta Garzeria)

- Firenze (Eataly)

- Perugia (Mercato settimanale di Pian di Massiano e Mercato biologico di Piazza Piccinino).
In attesa di un intervento del governo, le Regioni si stanno muovendo. La Regione Friuli ha emanato un regolamento che vieta la semina e la coltivazione di OGM sul suo territorio in caso di successo del ricorso al Tar, ipotesi in cui le associazioni della Task Force presenterebbero comunque ricorso al Consiglio di Stato.
Quasi otto italiani su 10 (76%) sono contrari agli OGM, secondo l’ultima rilevazione condotta da Ipr marketing nel giugno 2013. In Italia abbiamo ancora la possibilità di scegliere e di fermare l’avanzata di un modello agricolo che potrebbe mettere in serio pericolo l’identità e la distintività di uno dei settori che può contribuire maggiormente alla ripresa economica e occupazionale del Paese.
Distintività, qualità e tipicità sono le strade vincenti in questa fase congiunturale Come dimostra il boom degli acquisti diretti di alimenti garantiti OGM free dai produttori agricoli che nonostante un calo dei consumi alimentari in Italia del 3,7 per cento sono aumentati del 67 per cento nel 2013. e dell’8,8% quello dei consumi di prodotti biologici secondo recenti rilevazioni Ismea GfkEurisko.
La Task Force per un’Italia libera da OGM è composta da:

• Acli • Adoc • Adiconsum • Adusbef • Aiab • Amica • Associazione per l’Agricoltura Biodinamica • Assoconsum • As. Se. Me. • Campagna Amica • Cia • Città del Vino • Cna Alimentare • Codacons • Coldiretti • Consorzi agrari d’Italia • Crocevia • Fai • Federconsumatori • Federparchi • Firab • Focsiv • Fondazione Univerde • Greenaccord • Greenpeace • Isde • Lega Pesca • Legacoop Agroalimentare • Legambiente • Lipu • Movimento consumatori • Movimento difesa del cittadino • Slow Food Italia • Symbola • Uecoop • Una.api • Upbio • Vas • Wwf

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Biodiversità del MON810

Novembre 21st, 2013
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coccinelle ERSA Ecco il rapporto chiesto all’ERSA dopo le visite al campo di Silvano Dalla Libera. La cautela dell’ERSA è solo la prova che si sarebbe potuto approfittare di questo campo di MON 810 per fare una prima analisi di pieno campo per fini sperimentali, ma si è voluta perdere questa opportunità. I dati non saranno statistici, ma le coccinelle le hanno viste e come.

Leggi il rapporto dell’ERSA

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Nessuna presenza accidentale

Novembre 8th, 2013
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Mais OGMI campioni sono stati prelevati a luglio, insensato che sia stato necessario aspettare una audizione parlamentare a novembre per lanciare l’allarme. La disinformazione regna sovrana, ma non ci saranno ripercussioni giudiziarie serie perché non c’è danno se non il pesante danno mediatico diffuso dai vari giornali locali. Intanto Fidenato e Dalla Libera chiedono di essere uditi per spiegare come stanno i fatti, ma posso scommettere che per anni ci sarà qualcuno che ogni tanto sosterrà che “la contaminazione dei campi vicini era del 10% almeno e che gli agricoltori hanno pagato pesanti multe”. Vedrete che partiranno presto anche le lettere di diffida.

Leggi il comunicato stampa di Futuragra e la richiesta di audizione alla Commissione Agricoltura di Agricoltori Federati

Leggi anche l’intervento di Cesare Patrone e la rassegna stampa dei quotidiani del 7 e 8 Novembre sulla contaminazione da OGM in Friuli:
Gazzettino di Pordenone
Gazzettino di Udine

Il Fatto Quotidiano
Il Quotidiano di Udine
Il Messaggero Veneto

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Commento alll’ultima sentenza su Silvano Dalla Libera

Marzo 11th, 2013
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Di seguito il commento di Luca Simonetti, all’ultima sentenza (vittoriosa) di Silvano Dalla Libera

Con la recente sentenza del TAR del Lazio (n. 2022/2013 del 25.2.2013), c’è stata l’ennesima vittoria sul MIPAF da parte di Silvano Dalla Libera (assistito come sempre dall’Avv. Gabriele Pirocchi, che a questo punto deve essere visto al MIPAF come una specie di spauracchio - ma forse l’ho già scritto). E’ una sentenza davvero molto semplice da commentare.

Ricordate la vicenda delle autorizzazioni alla semina di mais GM per l’anno 2012? Chi l’ha mandata, ha ricevuto dal MIPAF una graziosa letterina con cui si richiedeva una serie di informazioni, per lo più irrilevanti o già in possesso dell’Amministrazione, e che avevano il solo scopo di prendere tempo e ritardare il più possibile la pronuncia sull’istanza dell’agricoltore (”rappresentando l’impossibilità della prosecuzione del procedimento” in mancanza di risposta).

A differenza di molti altri agricoltori, Dalla Libera si era però mosso assai per tempo, trasmettendo al MIPAF la propria richiesta di autorizzazione già in data 7.2.2012. Decorso il termine di 30 giorni per la conclusione del procedimento, quindi, Dalla Libera ha impugnato il silenzio del Ministero sull’istanza, ne ha chiesto l’annullamento perché in contrasto con le norme italiane e europee, chiedendo altresì il risarcimento del danno derivante dalla mancata semina di mais GM e dalla necessità di seminare mais non modificato, meno redditizio e più costoso.

Cosa è successo a questo punto? E’ successo che al MIPAF sono pervenute altre richieste di semina e il Ministero, in preda a un comprensibile allarme, nel tardo giugno 2012 ha pensato bene di inviare a tutte le aziende richiedenti la letterina di cui sopra. A tutti, anche a Dalla Libera. Il problema però è che a Dalla Libera la letterina è arrivata il 6.7.2012, cioè ben oltre il termine per la conclusione del procedimento sulla domanda di autorizzazione (che scadeva il 10 marzo: vedi appresso). A questo punto, Dalla Libera propone motivi aggiunti e impugna anche la lettera del MIPAF.

Il TAR comincia chiarendo che la lettera del MIPAF non è l’atto conclusivo del procedimento autorizzatorio, ma è solo un atto endoprocedimentale, cioè un atto che possiede un’efficacia solo nell’ambito del procedimento amministrativo e ivi si esaurisce. Come tale, non potendo materialmente danneggiare alcuno, esso non è autonomamente impugnabile. Invece, è impugnabile il silenzio sull’istanza di autorizzazione, e il TAR dice subito che il ricorso di Dalla Libera, a questo riguardo, è fondato. Nel caso dell’istanza di autorizzazione ex art. 2.1 del D.Lgs. n. 212/2001, il termine di conclusione del procedimento è quello generale di 30 giorni previsto dalla L. n. 241/1990, art. 2.

Cosa ne deriva? Ne deriva che, al momento dell’arrivo della letterina del MIPAF, il termine per provvedere era già decorso, sicché la richiesta di ulteriori informazioni - ammesso che potesse avere efficacia sospensiva del termine - era tardiva.

Il rimedio che il TAR ritiene di poter concedere a questo tipo di interesse del ricorrente è l’ordine, rivolto al MIPAF, di concludere il procedimento entro 30 giorni dalla comunicazione o notificazione della pronuncia. Quindi, entro breve tempo il MIPAF dovrà comunicare a Dalla Libera se autorizza, o meno, la semina, in entrambi i casi motivando la sua decisione. Quanto alla richiesta di danni, il TAR ha pilatescamente concluso che essa andasse respinta, “non essendo stata accertata la fondatezza della pretesa sostanziale”: e siccome questa pretesa potrà essere accertata solo all’esito del procedimento amministrativo di autorizzazione. La questione dei danni, quindi, è rinviata. Del resto, visto che ben difficilmente un’autorizzazione per la semina nel 2012 potrà avere alcuna utilità nel corso del 2013, alla fin fine solo di danni si andrà a parlare.

Che insegnamenti trarre da questa pronuncia? Il primo è che la strada verso la piena attuazione delle norme comunitarie in materia di Ogm, in Italia, è ancora lunga: e soprattutto, che l’attuazione non verrà da sé. Come gli sforzi di Dalla Libera ed altri stanno a dimostrare, il Governo e le Regioni continueranno a frapporre ostacoli delle più varie specie, finché non verranno materialmente costretti a consentire la coltivazione, oppure finché non verranno sepolti da valanghe di richieste di risarcimento danni. E una delle armi a disposizione degli agricoltori consiste nel fatto che i termini imposti al MIPAF per rispondere sono molto brevi: una ondata coordinata di istanze, inviate al MIPAF con ragionevole preavviso rispetto alla data della semina, potrebbe mettere il Governo in serissime difficoltà.

Il secondo insegnamento da trarre è che la strada più razionale per agire è proprio l’ultima: attrezzarsi fin d’ora per potere, allo scadere dei termini, richiedere danni per milioni di Euro allo Stato e alle Regioni. Non è una bella prospettiva, per chi continua a nutrire la giusta pretesa di vivere in uno Stato di diritto: ma purtroppo è la verità.

Nella categoria: Luca Simonetti

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