Zootecnica quale futuro??

Maggio 26th, 2010
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Nelle scorse settimane, si è tenuta a Foggia la 61a edizione della Fiera Internazionale dell’Agricoltura e a differenza degli anni scorsi si è organizzata una mostra zootecnica di buon livello. Parlando con gli allevatori presenti, mi ha colpito molto l’osservazione di uno di loro che alla mia domanda riguardo allo stato attuale del settore, mi ha fatto un paragone che mi ha lasciato perplesso.
Alla domanda sullo stato attuale della zootecnia, lo stesso mi ha detto “se dovessi acquistare oggi un caffè pagandolo con il latte da me prodotto, servirebbero almeno due litri di latte”……… Ora considerando un prezzo medio di un caffè di circa novanta centesimi, è facile dedurre che in media un litro di latte vale circa 45 centesimi(anche meno in realtà), ma allora mi chiedo come è possibile che all’acquisto lo stesso litro di latte mi costa poi almeno il doppio di un caffè?
Come al solito, secondo gli allevatori, esiste una profonda differenza tra chi produce e chi trasforma e da una ricerca condotta parrebbe proprio così, in Italia infatti la quantità di latte prodotto è insufficiente rispetto alla domanda, ciò significa che l’industria di trasformazione è costretta ad acquistare all’estero parte del latte che necessita.
Insomma tutto il mondo è paese, se nel settore ceralicolo si importa grano estero, nel settore zootecnico si fa la stessa cosa con il latte. Il dato però più preoccupante è che tali importazioni sono pari secondo le stime di molte associazioni al 60% circa.
In tal modo l’industria, se da un lato compensa la minor produzione che si verifica nel periodo estivo (in cui c’è un calo fisiologico di produzione), dall’altro evita un’impennata dei prezzi e riesce a mantenerli a livelli ridotti. A complicare ulteriormente tutto poi c’è la grande distribuzione che rappresenta il primo interlocutore e che agisce da calmiere a discapito degli allevatori italiani.
Altro problema poi, comune a molti altri settori dell’agricoltura italiana, è il costo di produzione che porta a ridurre ancor di più la capacità di sopravvivenza delle aziende zootecniche. Infine c’è l’annoso problema delle quote latte, un meccanismo a detta di molti assurdo, di contenere la produzione di latte ma voluto fortemente dall’UE per evitare un surplus di produzione negli anni scorsi e che oggi sembra non essere più idoneo.
Come si nota perciò le incongruenze sono tante, i costi di produzione elevati e una politica comunitaria inidonea stanno portando molte aziende al collasso. Al solito dobbiamo perciò ben sperare nella bontà della nostra classe politica, che a livello comunitario agisce sempre da Cenerentola, dando spazio e forza a paesi quali la Germania e la Francia che riescono ad ottenere più benefici e privilegi di quanto riesca l’Italia.
Un’ultima considerazione (che è più una provocazione) è però indispensabile, quanto potrebbe incidere sui costi di produzione l’adozione di colture OGM? A mio parere determinerebbe sicuramente una riduzione dei costi e andrebbe a sicuro vantaggio dell’intero settore.

Nella categoria: Fernando Di Chio

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Ottobre 1st, 2009
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Altrimenti perderemo anche la zootecnia: l’epilogo di scelte miopi ed ideologiche.

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Nella categoria: News, OGM & Europa

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