l TG3 fa dire quello che vuole a Francesco Cavalli Sforza [Aggiornamento]

02 Nov 2012
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pinocchioIn una intervista di 15 minuti dal Festival della Scienza di Genova a padre e figlio Cavalli Sforza si parla di tante cose. Poi verso il minuto 13 viene introdotto il tema degli OGM e Francesco rispondendo ad una domanda sugli studi a lungo termine di Seralini dimostra di non essere al corrente dell’esperimento o di non essere interessato e risponde su quello che sa, ossia sul problema della fame nel mondo e sulle multinazionali che vogliono vendere il loro prodotto. Ha anche il tempo di fare l’elogio delle piante OGM resistenti al freddo o a siccità. (Cavalli Sforza e i rischi degli OGM)

Il pasticcio avviene nell’edizione del TG3 andata in onda delle 12 di venerdì 2 novembre (TG3 ore 12:00 del 02/11/2012)( quando al minuto 16.40 la domanda è una vera affermazione di una certezza(del solo intervistatore) e verte sul fatto che: “Ora che una ricerca indipendente ha mostrato un legame diretto tra il mais OGM ed il pesticida che lo accompagna il Roundup e la comparsa del cancro negli animali da esperimento”. La risposta di Francesco Cavalli Sforza sembra confermare l’affermazione del redattore del servizio, ma parla invece di fame nel mondo, multinazionali del farmaco e della differenza tra l’opinione degli scienziati che hanno dubbi e certezze anche sui potenziali rischi e le certezze granitiche di chi deve vendere il suo prodotto commerciale.

Insomma non abbiamo tante critiche da muovere a Francesco visto che da tanti anni abbiamo detto e scritto cose simili, ma abbiamo molto, ma molto,ma molto da dire a chi dovrebbe fare servizio pubblico.

La questione non finisce qui e verrà discussa nelle sede competenti perchè si ottenga una rettifica delle affermazioni presentate nel serviziogiornalistico.

AGGIORNAMENTO: DI seguito, riportiamo il commento (nr.22) al post di Francesco cavalli Sforza

Vi ringrazio per avere sollevato la questione e per avermene informato! perché non avevo né avrei visto il TG3 con l’intervista.
Devo precisare che non avevo nemmeno sentito il riferimento ai topi fatto dall’intervistatore con l’ultimo fiato di voce al termine della sua domanda (che comunque non conteneva alcun riferimento all’esperimento di Séralini). La avevo intesa come una domanda generale (e come al solito generica) sui possibili rischi degli OGM, ed ho risposto in tal senso.
Il montato offerto al pubblico dal TG3 è chiaramente una manipolazione grossolana. Suggerisce esplicitamente una sintesi che non è mia -io non avevo nemmeno toccato la questione- e mi attribuisce indirettamente e arbitrariamente un giudizio al riguardo. Fra l’altro, il servizio non doveva essere riferito al nostro intervento al Festival della Scienza?
Ciò che posso dire è che questo uso dei media non informa e non chiarisce, anzi lascia solo un po’ di rumore nella testa di chi ascolta, per cui considero la manipolazione inefficace.
Non entro nel merito della questione Roundup/Séralini, mi limito a constatare l’impressionante scollamento fra ricerca sui prodotti, analisi della loro sicurezza, ed immissione sul mercato. Se molti farmaci in passato hanno fatto disastri per non essere stati sufficientemente testati, dall’immissione massiccia di prodotti agricoli non testati per gli effetti a lungo termine possiamo aspettarci episodi ancora più gravi.

31 commenti al post: “l TG3 fa dire quello che vuole a Francesco Cavalli Sforza [Aggiornamento]”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Riporto qui un intervento che ho appena fatto in altro blog perchè a mio avviso si attaglia. E l’ho fatto senza ascoltare Cavalli Sforza

    “”"”"”
    Non guardare gli OGM che sono stati realizzati, questi sono finalizzati.

    Guarda invece alla tecnica di transgenesi che è uno strumento (attenzione uno tra i tanti già a disposizione e che si userà se ne vale la pena) che mi risolve certi problemi di coltivazione irrisolvibili.

    esempi

    Ho un virus e non ho disponibile una resistenza da poter trasferire con l’incrocio in tempi consoni.Es. Papaia nelle Hawai.

    Ho una malattia il cui livello di resistenza in un vegetale si ottiene con tanti apporti, certo la transgenesi non la userò è troppo costosa applicandola per tutti gli apporti, userò la tecnica dell’incrocio anche se è una strada lunga.

    Quanto è richiesto attualmente nel miglioramento genetico impone tempi enormemente inferiori al passato, si devono dare delle risposte molto più alla svelta. E’ vero abbiamo affinato i vecchi strumenti, ma perchè proibirne uno che assieme a tutti gli altri mi permette di accelerare i tempi?

    La tecnica della transgenesi è molto costosa, ma non è fine a se stessa, se una pianta ha quattro difetti e ne risolvo uno con la transgenesi non ho raggiunto lo scopo e la pianta resta incoltivabile, ma ci potrebbe essere qualcuno che ha risolto tre di quei problemi per via convenzionale ecco lo strumento del primo operatore serve al secondo per creare una pianta ottima. Evidentemente il secondo sarà felicissimo di pagare un diritto per sfruttare l’invenzione del primo.

    Dato che ho fatto miglioramento genetico, potrei continuare a ipotizzare altre numerosissime situazioni e descriverle.

    Modificare un organismo tramite tecniche di ingegneria genetica è un mezzo che non presenta nessun pericolo e tutte le realizzazioni hanno dimostrato che tra pianta convenzionale e pianta modificata non vi è nessun aumento di pericolo, o meglio esiste lo stesso pericolo di quando ottengo il trasferimento tramite un incrocio o per mutazione indotta come si fa ogni stagione in qualsiasi stazione di miglioramento vegetale da ormai un secolo.

    Puoi dire ad un falegname che non può usare il martello perchè si può schiacciare le dita? Evidentemente no! Gli potrai solo dire stai attento e usalo con precauzione. Perchè questo ragionamento non deve valere per una tecnica di ingegneria genetica? O meglio perchè è accettabile per ottenere una medicina e non per ottenere più cibo ( migliorare le piante di cui si cibano le persone più povere significa dare loro più cibo o migliore Esempio è possibile aumentare il contenuto proteico della manioca, se lo si facesse non credi che arrecheremmo un vantaggio alimentare migliorando la loro dieta dei popoli che se ne cibano, che tra l’altro non sono ricchi al punto tale da integrarla?

    Vengo al senso dello stato comatoso della nostra agricoltura. Certo non sono gli OGM della Monsanto che la farebbe uscire dal coma, ma sono le argomentazione che si portano per dire no agli OGM che ne mascherano all’opinione pubblica lo stato. All’opinione pubblica è fatto credere che la nostra agricoltura potrebbe sfamare con specialità insuperabili, a Km 0 e maggiormente salutari tutti gli italiani. Anzi ne produrremmo per esportarle in tutto il mondo. Invece siamo nell’obbligo di importare il 50% del nostro fabbisogno alimentare e se continuano queste annate calde come il 2003 ed il 2012 o anche se il riscaldamento climatico continua con questo trend il nostro obbligo ad importare aumenterà ancora e saranno le classi deboli della società che pagheranno lo scotto. Vuoi conoscerne il motivo? Le varietà delle varie specie che coltiviamo non sono più adatte a produrre come prima in condizioni climatiche modificate.

    Vuoi un esempio in positivo del cambiamento climatico? In Francia il contenuto in zucchero della barbabietola è aumentato del 10% in una decina d’anni ebbene la metà è da ascrivere a temperature aumentate nell’ambiente francese. Per contro ecco un esempio negativo: le varietà di frumento in Francia, con l’aumento di temperatura seccano più alla svelta e quindi riempiono meno il chicco di amido e la produzione cala. Da cinque o sei anni la produzione unitaria francese è stagnante.

    “”"”"”"”

  2. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Cavalli figlio blatera senza conoscere, a mio avviso, l’argomento delle piante di interesse agricolo attuale geneticamente modificate. Nessuno ha mai parlato finora, almeno in questo ambito, di eliminare la fame nel mondo…
    Nella prospettiva ci sono possibilità, ma tutte da verificare e se ci sarà dato di fare ricerca…
    A fine intervista, sui titoli di coda, corregge il tiro ricordando che da decenni noi agricoltori utilizziamo ibridi delle multinazionali a nostro vantaggio e senza essere costretti (e anche a loro vantaggio, ovviamente)
    Il TG estrapola faziosamente una frase dal contesto di 15 minuti di intervista per affermare la “sua verità”.
    Scandaloso sistema per passare un messaggio di parte, senza contraddittorio.
    Non degno di un servizio pubblico. ( o forse si…)

    Franco

  3. roberto defezNo Gravatar scrive:

    La domanda è: che validità ha un qualunque sondaggio basato sul fatto che i dati fornitio agli utenti sono truccati?

  4. Vitangelo MagnificoNo Gravatar scrive:

    Questo conferma la validità di quanto asserito oltre dieci anni fa dalla bravissima Anna Meldolesi con il suo bellisismo libro “ORGANISMI GENENTICAMENTE MODIFICATI storia di un dibattito truccato” (Einaudi; e la definizione di “Organismi Giormalisticamente modificati” elaborata dall’Osservvatorio di Pavia dopo l’analisi (ripetuta)del comportamento dei TG sulla questione.
    Niente di nuovo sotto il sole e nei TG di qualsiasi emittente.

  5. bacillusNo Gravatar scrive:

    E Buiatti, sempre su Rai 3?
    http://www.youtube.com/user/RAiscienze

  6. francescopdNo Gravatar scrive:

    amici… io mi sono già avvelenato il sangue alla vista anche di questo sproloquio
    http://www.youtube.com/watch?v=KfseyixXu3s

    Già dalle prime battute si sente che sono degli intelligentoni, ..”in Italia non si usa ogm”,.. solo che alle borse merci di Verona le quotazioni di soya ogm sono regolari tutte le settimane

    Le reti televisive stanno facendo disinformazione, terrorismo e falsa informazione scientifica.
    Non aggiungo altri commenti, scenderei nel volgare.

  7. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Francescopd

    Non ho resistito oltre:

    mi è bastato vedere un professore universitario che fa passare un esempio (che ricalca la fragola pesce) suggeritogli da un incompetente come il conduttore. Da quando in qua un professore universitario accetta di dialogare sulla base di un esperimento cervellotico e senza senso.

    Altre cosa inconcepibile è che uno faccia un esperimento, con soldi pubblici, immettendo non un gene ma pezzi di DNA di una rana per dimostrare che il genoma della pianta è impazzito. Cosa poteva pretendere, questo è un esperimento da apprendista stregone ma lui è un professore universitario e non un apprendista stregone e per giunta pagato da soldi pubblici.

    Io Ho letto un suo articolo su una pubblicazione di GenEticaMente e per esercizio intellettuale ne ho fatto una controreplica se ti può interessare leggerla ti mando gli allegati. Però non voglio mettere in imbarazzo Defez circa l’eventualità di denunce o altro quindi preferisco mandartelo privatamente.

    Con la presente autorizzo già Roberto Defez e Salmone a fornirti la mia mail se tu la richiederai.

  8. Vitangelo MagnificoNo Gravatar scrive:

    Sul medesimo professore ho scritto su Spazio Rurale. E mi sono sempre chiesto cosa insegna agli studenti, il compagno professore. Altro danno collaterale della sinistra italiana, che non capisce una beata mazza di agricoltura!

  9. bacillusNo Gravatar scrive:

    …per non dire della destra. Concordo con Vitangelo. ;-)

  10. bacillusNo Gravatar scrive:

    Comunque sorge spontanea una domanda da parte di noi osservatori esterni della comunità scientifica italiana. Buiatti imperversa da secoli con questi argomentucoli. Com’è possibile che il sistema non riesca a marginalizzare tali personaggi, a fare quadrato per smascherarne l’inadeguatezza, a combatterli proprio per difendere la dignità della scienza?
    Avete un bel casino da affrontare, cari amici scienziati, pensateci…

    A proposito, a questo proposito: letto l’editoriale di Armando Massarenti sul Domenicale del Sole24Ore? C’è molto da riflettere.

  11. bacillusNo Gravatar scrive:

    …che poi il vecchietto si fa mettere le parole in bocca dal brizzolato giovane. Non c’è qualcosa che non va?

  12. franco NulliNo Gravatar scrive:

    rif. post n. 5 di francescopd

    il Conduttore Castellazzi e il Prof. (?) Buiatti da mettere alla pubblica berlina.
    Ne avessero azzeccata una nel loro discorso…
    E’ mai possibile che la Comunità Scientifica non insorga con moti di piazza di fronte a tante scelleratezze?
    E ad un Prof. come questo vengono anche elargiti quattrini pubblici? Pagati anche da me? Mi rifiuto di pensarlo.
    Quanto luoghi comuni nel loro discorso precostituito…
    Quante falsità…
    Non posso crederci! Non voglio crederci!

    Indignato Franco

  13. franco NulliNo Gravatar scrive:

    …servizio

    Non capisco per quale motivo il mio post precedente sia apparso senza la mia classica “faccina” in alto a sx.
    Misteri del Web…

  14. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Ricevo via mail questo testo da:

    Piero Bini,
    insegnante docente universitario

    Gent.mo Prof Defez, non ho altro titolo per scriverle se non quello di essere da pediatra attento al futuro delle nuove generazioni. Per una lunga vicenda ho seguito, sia pur dall’esterno, l’abilità con cui Carlin Petrini ha saputo divulgare il suo verbo; per cui da altrettanto tempo valuto criticamente l’ostracismo verso gli ogm, tipico di una cultura anti-scientifica ed oscurantista, che marca il nostro paese almeno dalla fine del primo positivismo. Il suo articolo, comparso sull’ultimo numero di Tuttoscienze (Gli equivoci della tavola a chilometri zero), come altri di quell’inserto, ricordano altri motivi per opporsi ad un atteggiamento basato su compiaciuti assiomi ideologici. Viste le facili suggestioni che ci piovono addosso non sarà però facile sottrarsi a tanti messaggi semplicistici. Eppure basterebbe ricordare come le carestie di un tempo siano state superate via via - oltre che da innovazioni nelle coltivazione e negli allevamenti - dalla movimentazione commerciale delle derrate e dalle tecniche di conservazione delle scorte alimentari, inventate proprio per supplire alle fatali conseguenze di carenze settoriali o stagionali. Alla cerimonia inaugurale di Terra Madre, per altro un’occasione commovente di incontro con le comunità, ha parlato al solito Vandana Shiva, sul tema sposato con irruenza, paga della caterva di applausi che ne ne ricava: la lotta contro gli ogm delle multinazionali accusate di condurre alla miseria ed alla disperazione i contadini indiani. Un’India ancora colorata di rosso, perché non ha saputo vincere la fame. Al contrario la Cina (vedi comunque, su la Lettura del Corriere della Sera: la Cina vince, la Cina perde, per avere un’idea del suo controverso sviluppo) ha pragmaticamente basato la produzione agricola, adottando largamente ogm da lei stessa prodotti, superando anche così le strette dell’inedia. In casa nostra conosciamo - o parlomeno crediamo di intuire - i motivi irrazionali che hanno impedito la continuazione delle ricerche avviate, per poterci lamentare del ruolo assunto dalle multinazionali a tal proposito Io personalmente ricordo con angoscia un soggiorno di lavoro malgascio (nella zona più povera ed emarginata al sud est del paese) per testimoniare come la produzione agricola gestita inconsapevolmente secondo le regole dettate da slowfood (produzioni orticole con mezzi tradizionali, rigososamente di stagione e forzatamente a chilometro zero, niente ogm) sia sinonimo di miseria e di fame. Una tragedia che colpisce la popolazione fin dalla più tenera età, per fornire un’orribile antologia di tutte le patologie carenziali studiate sui libri della mia disciplina. In futuro, quando occorrerà diventare tutti vegetariani, il processo sarà possibile soltanto con l’aiuto della ricerca e non certo della zappa e dell’innaffiatoio. Grazie per aprirci gli occhi, permettendoci di confrontare tesi così diverse. Con viva cordalità, Piero Bini Torino, 31.10.2012

  15. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Vi ricordo che Buiatti è in pensione ed è da notare che non trovano altri con una faccia più decente che lo possano sostituire.
    Comunque non disperate per la comunità scientifica locale che sta cercando di scrivere qualcosa su Seralini,
    vediamo……

  16. bacillusNo Gravatar scrive:

    Bella la lettera del prof. Bini.

  17. Vitangelo MagnificoNo Gravatar scrive:

    Il Prof. Bini dà una lezione di logica agricola che noi abbiamo sperimentato nei secoli e nell’ultimo in particolare come spesso Antonio Pascale ha evidenziato nei suoi bellissimi articoli e libri. La cura Vandana Shiva sarebbe un disastro da noi (e lo è anche in India come il Prof. Bini evidenzia, condannando le aziende al sottosviluppo!); ci riporterebbe ad oltre mezzo secolo fa. Solo accettandola con gli applausi e le conseguenti azioni politiche ha messo in ginocchio la nostra agricoltura che soffre di carenze strutturali (delle aziende) e mentali (degli agricoltori) che già hanno mostrato (da tempo) tutti i loro limiti e sui quali non si discute più presi come siamo dai falsi problemi della qualità (un pre-requisito da noi) e dalla propaganda di prodotti che non sappiamo e riusciamo più a vendere, visto che il resto del mondo preferisce acquistarli da altri per diversi motivi (come, per esempio, non aver a che fare con dei disordinati commerciali). Purtroppo, chi lo dice non viene neanche ascoltato; anzi passa per nemico dell’agricoltura e dell’umanità e posto a livello degli untori manzoniani.
    Stiamo tornando all’uguaglianza AGRICOLTURA=SOTTO SVILUPPO(=POVERTA’) tipico dell’Italia pre e post-Unità. Ma sui giornali si parla di agricoltura sempre più giovane e green!! Con che coraggio?
    E’ duro ammetterlo, ma è così. E lo sarà ancora per tanto tempo se Bersani, Renzi, Vendola, Alfano, Berlusconi e compagnia cantando, non porteranno la discussione sull’agricoltura fuori dalla cene di Slow Food e dalle bancarelle dei prodotti tipici!

  18. Vitangelo MagnificoNo Gravatar scrive:

    Dimenticavo di aggiugere che tutto ciò è disudecativo per le giovani generazioni, le quali allevate con falsi problemi, se non con delle menzogne, faranno scelte sbagliate, più sbagliate di quelle fatte dai loro genitori. E qui non c’entrano le lauree e l’istruzione in generale (che pure aiutato, e tanto!) se si considera che i nostri nonni, semianalfabeti, se non analfabeti del tutto, hanno fatto grande la nostra agricoltura. Invece, noi con le lauree e i master la stiamo distruggendo andando dietro ai falsi miti. Penso sia questo un altro problema che il Prof. Bini si pone da pediatra attento al futuro delle nuove generazioni.

  19. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Prof Bini

    Nel mio intervento di apertura ho già detto che identificare le PGM (Piante Geneticamente modificate per Migliorarle) con le multinazionali chimico-sementiere è un fuorviare la discussione dai canoni scientifici e buttarla sull’ideologia o le tifoserie di schieramento politico.

    Lei ci dice che ha fatto un soggiorno in Africa, quindi ci può testimoniare se gli OGM che ipotizzo di mettere a disposizione di quelle popolazioni possono risolvere qualche loro problema. Se noi riuscissimo a dar da mangiare della farina di maanioca (tapioca) con un 12% di proteine al posto dell’1%, non crede che la dieta migliore aiuterebbe la sopravvivenza? Se i bambini riuscissero a nutrirsi di banane plantains provenienti da raccolti più sicuri perchè le piante sono state rese immuni da virus distruttori oppure al banano si è innestato un gene che produce carotene (forma banane arancione) si potrebbe rendere migliore la dieta?

    Ebbene queste PGM sono già disponibili, certo bisogna moltiplicarle e distribuirle, ma una volta fatte pervenire alle famiglie non ci sarebbe più nulla da fare perchè le due piante citate si moltiplicano per via agamica e non per seme che invece bisognerebbe rifare ai contadini tutti gli anni (ma anche qui vi sarebbero soluzioni (vedi ibridi sintetici): Chiedere che una iniziativa del genere la prenda la Monsanto o Syngenta è follia sperarlo, esse devono distribuire dividenti (cosa legittima), ma le varie ONG lo potrebbero fare e con molto più profitto tra l’altro di tante altre iniziative.

    Ebbene sa cosa fanno molte ONG stanziate a fornire servizi meritevoli (nessuno lo nega) ricattano i loro “serviti” dicendo che se usano delle PGM saranno esclusi dai servizi che loro erogano. Hanno inoltre così tanto potere da ricattare pure i governanti e quindi privano quei popoli di benefici a costi limitati e soprattutto duraturi.

    Quindi Vandana Shiva le balle le va a raccontare a chi ha la mente obnubilata dall’ideologia.

    Sarebbe bene che ha scuola oltre ad insegnare l’educazione al non spreco, dovrebbero dire quali crisi di cibo hanno visto i popoli europei nella loro storia, mi permetto mettere a sua disposizione i dati di una ricerca che ho fatto;
    In Francia ecco le carestie e le penurie succedutesi dall’alto Medioevo
    in avanti:

    VIII sec.

  20. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Prof Bini

    Nel mio intervento di apertura ho già detto che identificare le PGM (Piante Geneticamente modificate per Migliorarle) con le multinazionali chimico-sementiere è un fuorviare la discussione dai canoni scientifici e buttarla sull’ideologia o le tifoserie di schieramento politico.

    Lei ci dice che ha fatto un soggiorno in Africa, quindi ci può testimoniare se gli OGM che ipotizzo di mettere a disposizione di quelle popolazioni possono risolvere qualche loro problema. Se noi riuscissimo a dar da mangiare della farina di maanioca (tapioca) con un 12% di proteine al posto dell’1%, non crede che la dieta migliore aiuterebbe la sopravvivenza? Se i bambini riuscissero a nutrirsi di banane plantains provenienti da raccolti più sicuri perchè le piante sono state rese immuni da virus distruttori oppure al banano si è innestato un gene che produce carotene (forma banane arancione) si potrebbe rendere migliore la dieta?

    Ebbene queste PGM sono già disponibili, certo bisogna moltiplicarle e distribuirle, ma una volta fatte pervenire alle famiglie non ci sarebbe più nulla da fare perchè le due piante citate si moltiplicano per via agamica e non per seme che invece bisognerebbe rifare ai contadini tutti gli anni (ma anche qui vi sarebbero soluzioni (vedi ibridi sintetici): Chiedere che una iniziativa del genere la prenda la Monsanto o Syngenta è follia sperarlo, esse devono distribuire dividenti (cosa legittima), ma le varie ONG lo potrebbero fare e con molto più profitto tra l’altro di tante altre iniziative.

    Ebbene sa cosa fanno molte ONG stanziate a fornire servizi meritevoli (nessuno lo nega) ricattano i loro “serviti” dicendo che se usano delle PGM saranno esclusi dai servizi che loro erogano. Hanno inoltre così tanto potere da ricattare pure i governanti e quindi privano quei popoli di benefici a costi limitati e soprattutto duraturi.

    Quindi Vandana Shiva le balle le va a raccontare a chi ha la mente obnubilata dall’ideologia.

    Sarebbe bene che ha scuola oltre ad insegnare l’educazione al non spreco, dicessero quali crisi di cibo hanno visto i popoli europei nella loro storia, mi permetto mettere a sua disposizione i dati di una ricerca che ho fatto;
    In Francia ecco le carestie e le penurie succedutesi dall’alto Medioevo
    in avanti:

    VIII sec. 6 carestie
    IX e X sec. 36 ”
    XI e XII sec. 53 ”
    XIII sec 10 ”
    XIV sec. 10 ”
    XV sec. 13 ”
    XVI sec. 13 ”
    XVII sec. 11 ”
    XVIII sec. 16 ”
    XIX sec. 10 ”
    XX sec. 0 ”

    In Italia

    cito solo quelle verificatesi nel XVIII sec.

    1708, 1740, 1764/65/66/67, 1775, 1783, 1789, L’ultima fu quella del 1815/16.

    Nota: All’anno di carestia del 1708 seguì il più freddo inverno che si ricordi in Europa (Temperature per più giorni a -20). Questo susseguirsi di carestie fu anche il motivo che fece dimenticare tutte le remore verso le piante che la scoperta dell’America ci aveva apportato. Si diffuse il Mais, si diffuse la Patata ed il Pomodoro e nessuno più pensò ai motivi dei rifiuti che per due secoli avevano impedito a queste nuove piante di alimentare gli europei.

    Sono arcisicuro che tra cinquant’anni i nostri nipoti (come l’avranno fatto quelli del XVIII sec) diranno, ma quanto erano fessi i nostri nonni ad aver avuto paura degli OGM, il giudizio più benevolo che riceveremo sarà di oscuratisti e Carlin Pterini sarà ricordato, se lo sarà. ma ne dubito, come un falso profeta tra i tanti che l’umanità ha conosciuto.

  21. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Chiedo scusa l’intervento completo è l’ultimo.

  22. Francesco Cavalli-SforzaNo Gravatar scrive:

    Vi ringrazio per avere sollevato la questione e per avermene informato! perché non avevo né avrei visto il TG3 con l’intervista.

    Devo precisare che non avevo nemmeno sentito il riferimento ai topi fatto dall’intervistatore con l’ultimo fiato di voce al termine della sua domanda (che comunque non conteneva alcun riferimento all’esperimento di Séralini). La avevo intesa come una domanda generale (e come al solito generica) sui possibili rischi degli OGM, ed ho risposto in tal senso.

    Il montato offerto al pubblico dal TG3 è chiaramente una manipolazione grossolana. Suggerisce esplicitamente una sintesi che non è mia -io non avevo nemmeno toccato la questione- e mi attribuisce indirettamente e arbitrariamente un giudizio al riguardo. Fra l’altro, il servizio non doveva essere riferito al nostro intervento al Festival della Scienza?

    Ciò che posso dire è che questo uso dei media non informa e non chiarisce, anzi lascia solo un po’ di rumore nella testa di chi ascolta, per cui considero la manipolazione inefficace.

    Non entro nel merito della questione Roundup/Séralini, mi limito a constatare l’impressionante scollamento fra ricerca sui prodotti, analisi della loro sicurezza, ed immissione sul mercato. Se molti farmaci in passato hanno fatto disastri per non essere stati sufficientemente testati, dall’immissione massiccia di prodotti agricoli non testati per gli effetti a lungo termine possiamo aspettarci episodi ancora più gravi.

  23. Gilberto CorbelliniNo Gravatar scrive:

    Caro Roberto,

    trovo l’ultimo post di Francesco Luca Cavalli Sforza francamente irritante e offensivo verso chi negli ultimi anni si è esposto pubblicamente per fare della divulgazione seria sul tema delle biotecnologie agroalimentari in un clima di censura, intimidazioni e manipolazione.

    Francesco Cavalli Sforza fa il divulgatore scientifico e ha scritto col padre libri sulla scienza: ora chi ha un tal pedigree non è accettabile - almeno da punto vista della deontologia professionale di chi fa comunicazione scientifica, perché poi ognuno deve essere libero di esprimere le sue ‘opinioni’ - che scriva “non entro nel merito della questione Roundup/Séralini…”. Quando leggo affermazioni mentre di parla di scienza mi viene voglia di scrivere un libro dove, dopo che ho già spiegato “Perché gli scienziati non sono pericolosi”, informo che “Il pericolo viene dai giornalisti scientifici e dai divulgatori”.

    Perché la “questione Roundup/Séralini” ha a che vedere con la natura della scienza, del metodo scientifico e dell’etica della scienza: se Cavalli Sforza non l’ha capito allora vive nel mondo di Buiatti. E’ stato detto in tutte le versioni e salse e non mi va di ripetermi: che Cavalli Sforza faccia un giro su Salmone! E forse avrebbe fatto bene a domandarsi chi legge Salmone e chi ci scrive, prima di lasciarsi andare ai luoghi comuni e falsi che che chiudono il suo intervento. Anche per documentarsi sul perché sono luoghi comuni e false le cose ‘politicamente corrette’ che scrive si dia una rinfrescata nelle informazione ‘agitate’ da Salmone.

    E adesso mi domando: e non solo provocatoriamente. Ma è stato poi davvero manipolato il pensiero di Francesco Cavalli Sforza? Perché a me non succederebbe mai che tagliando una mia intervista riescano a farmi dire cose che non volevo dire.

  24. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Sono 2 problemi distinti a mio modo di vedere.
    “Manipolazione” è estrarre una frase da un’intervista di 15 minuti per sottolineare un solo argomento fra i tanti trattati a scopo solamente “propagandistico” anti OGM.
    Il pensiero di Francesco Cavalli-Sforza sugli OGM é invece a mio avviso molto chiaro, come si evince anche dalle ultime righe del suo post. Chiaro come la sua disinformazione sull’argomento.

    Franco

  25. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro Gilberto,
    io credo che le parole di Francesco Cavalli Sforza dimostrino come la divulgazione scientifica sia una cosa seria e che non basta una laurea in materia scientifica per essere titolati a tale attività.

    Il problema sono le ultime 4 righe del suo post che possono essere strumentalizzate molto di più e molto peggio di quanto non abbia già fatto il TG3. Prese alla lettera quelle parole non sono tecnicamente scorrette, ma mancano una serie di precisazioni ed informazioni assolutamente fondamentali.
    Manca la descrizione dei 500 test ed analisi a cui gli animali da esperimento sono sottoposti, manca la descrizione dei test a cui gli OGM vengono sottoposti ed i prodotti “naturali” no. Manca l’analisi di cosa è successo nella storia degli OGM e nella pratica del loro utilizzo.
    Detto in sintesi sono delle parole, quelle ultime 4 righe, che si sarebbero potute ascoltare ad Asilomar nel 1975, come se 37 anni non fossero passati e miliardi di persone ed animali non si fossero alimentati con OGM in quasi tutte le etnie del pianeta.

    La responsabilità di chi parla di OGM è proprio questa: pesare tutte le informazioni e prendere una posizione che sia un po’ più responsabile di quella della pubblica amministrazione genericamente intesa o di Ponzio Pilato, secondo cui chi non fa non sbaglia.
    Se vogliamo stare tranquilli possiamo concentraci sulla possibilità teorica di eventi dalla frequenza centinaia di volte inferiori alla possibilità che un meteorita ci cada sulla testa. Ma questo avviene solo perchè nessuno ci imputa ancora la responsabilità di rottamare l’agricoltura italiana, di impoverire un Paese, aumentare l’uso e l’abuso di pesticidi, abbassare la qualità e sicurezza alimentare di tanti prodotti ed infine, come recita il documento sulla sicurezza alimentare del mais venduto in Italia e redatto un anno fa dal Consiglio Superiore di Sanità a proposito del tenore di fumonisine, esporre categorie a rischio come “bambini e celiaci”.

    Concludo con una sintesi: per riequilibrare il dibattito serve un cambio legislativo. L’ex-onorevole-pensionato-boscaiolo mi minaccia di “procurato allarme”. Io propongo l’introduzione di una nuova categoria di responsabilità: l’omesso allarme, di chi sa e che tacendo o sviando il discorso pensa solo a garantirsi consulenze e pensioni, ma decide di far finta di non capire che il rischio zero non esiste nè nella Scienza nè nella vita e quindi siamo tutti obbligati a giocare la partita senza dichiarazioni pilatesche su rischi teorici da mondo delle idee platoniche.

  26. bacillusNo Gravatar scrive:

    Concordo (ovviamente) con l’intervento di Corbellini. Su una vicenda come gli OGM, quando si affronta l’aspetto prettamente scientifico (non parliamo di quello economico e sociale e nemmeno di quello tecnico agricolo), lo scienziato deve essere chiarissimo, non deve esprimere ambiguità (ovvero spiegare l’incertezza che la scienza ha determinato), deve onorare la sua posizione di operatore della e nella scienza trasmettendo all’opinione pubblica la conoscenza che la scienza stessa ha prodotto.
    E lo stesso discorso vale, per dire, per il nucleare, per le staminali, per la fecondazione assistita.

    Uno scienziato poco informato su un argomento di cui gli viene chiesto un parere dovrebbe astenersi dall’esprimere pareri.
    E’ una questione di metodo. Di meccanismi inferenziali che uno scienziato non può non mettere in atto.

  27. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Riprendo l’ultimo paragrafo dell’intervento di Cavalli–Sforza che trovo qualunquista perché asseconda solo il pensare disinformato della massa dei consumatori, ma non fa onore a chi vuol fare seriamente il divulgatore scientifico.

    “”Non entro nel merito della questione Roundup/Séralini, mi limito a constatare l’impressionante scollamento fra ricerca sui prodotti, analisi della loro sicurezza, ed immissione sul mercato. Se molti farmaci in passato hanno fatto disastri per non essere stati sufficientemente testati, dall’immissione massiccia di prodotti agricoli non testati per gli effetti a lungo termine possiamo aspettarci episodi ancora più gravi.””

    Mi sa dire Sig. Cavalli-Sforza perché si dovrebbero sottoporre Le PGM a test d’innocuità di più lunga durata? Prima che lei mi risponda io le dico perché non è necessario.

    Le dico subito che la sua richiesta parrebbe di molto buon senso, ma a rifletterci bene no! Infatti nella scienza il problema è che il buon senso è spesso più nocivo che utile. Solo la dimostrazione ha prevalenza.

    La tossicità non è definibile per se stessa in quanto tutto è nocivo, anche l’acqua (dipende dalla quantità). La tossicità si valuta sempre per comparazione con prodotti conosciuti e prossimi alla sostanza da valutare. Occorre dunque un riferimento valido per l’uso e conforme al principio del “peso dell’evidenza”, infatti, i prodotti consumati da lungo tempo senza inconvenienti si considerano innocui. Tuttavia noi sappiamo individuare un rischio ma mai dimostrare che non vi è rischio; il fatto di non averlo mai osservato non lo esclude si è solo forse non individuato il mezzo adatto a individuarlo. Per svelare dei rischi quindi si usano dei test e questi per forza devono essere limitati in considerazione del fatto che ci deve essere un termine, non ritenendo necessario di aggiungerne altri. Con ciò, però, non si eliminano tutti i dubbi. Tenga conto infatti che noi stiamo parlando di viventi che si modificano ad ogni generazione (100 mutazioni per generazione nelle piante). Se si tratta di piante alimentari dunque noi non mangiamo mai la stessa identica cosa. Non solo, ma evolvono anche le sensibilità dei consumatori e le condizioni ambientali. Non ci rimane che registrare tutte le casistiche per tentare di mettere in evidenza gli effetti a lungo termine.

    Attualmente le PGM sono analizzate chimicamente e biochimicamente e comparate alla pianta prima della modifica o al suo insieme già coltivato, si studia: la tossicità acuta delle proteine codificate dal transgene e la loro potenzialità allergeniche, la tossicità cronica mediante l’uso di topi alimentati per 90 gg. con quantità molto aumentate di alimento transgenico per comparazione a testimoni indicati dalle regole dell’OCSE. Si valutano le proprietà nutrizionali dell’OGM mediante somministrazione dello stesso a polli per 42 gg. sempre con confronto con testimoni. L’equivalenza di sostanza (tanto bistrattata e discussa) tra PGM e piante di riferimento è solo uno dei parametri considerati per valutare i rischi.

    Il cittadino deve sapere, ed un onesto divulgatore lo deve divulgare, che il tutto è validato da organismi come l’OCSE, l’OMC, il Codex Alimentarius, la FDA (Usa), L’EFSA (Ue), l’ANSES (Francia), Il Min. della Sanità (Italia). Le metodologie sono riviste periodicamente e le metodologie statistiche affinate. I 90 giorni sono stati infatti ritenuti validi per giudicare le PGM attuali e del medesimo grado rispetto alle piante nuove ottenute per selezione classica. Ci si è basati sulla casistica dei rischi alimentari fino ad ora riscontrati. I 90 gg. sono usati anche per saggiare i nuovi estratti di piante, essi possono contenere tossine e sovente dei pesticidi naturali e ciò che si ritrova con test più lunghi si erano già evidenziati dopo 90 gg. I 90 gg sono dunque un test d’allerta che l’esperienza ha ritenuto sufficiente, se del caso sono queste risultanze che indurranno a proseguire i test per più lungo tempo. La decisione di non fare sistematicamente sulle piante dei test a lungo termine di tossicità, di retro tossicità e di cacerogenicità è stata presa per accordi tra tutte le agenzie internazionali allo scopo deputate ed a tutte le piante si sono accomunate anche le PGM. La decisione non è cervellotica si basa sul “peso dell’evidenza”. Il fare test di lungo termine solo perché si è capaci di farli non sembra un atteggiamento responsabile.

    Il mais che è coltivato da 5000 anni senza problemi non contiene ne tossine, ne allergeni ne sostanze con effetti cancerogeni. Le proteine transgeniche non possono essere cancerogene perché sono inattivate dalla digestione e non penetrano spontaneamente nelle cellule. Solo una mutazione spontanea potrebbe in teoria attivare un gene preesistente che codificherebbe una sostanza cancerogena attiva per via orale. A questo proposito non ci si è preoccupati per tutte le piante ottenute per mutazione indotta, perché gridare ora che la modifica è totalmente controllata? I misteri dell’ideologia!

    Se nasce un nuovo gene, evento storicamente possibile ma molto raro, perché deve essere trasmesso e soprattutto deve essere nocivo solo quando si fa transgenesi e non quando si fanno incroci? I semi di soia, di colza, di cotone e le patate contengono pesticidi tossici naturali, degli allergeni, dei composti antinutrizionali perfettamente individuati e quando si ricombina il DNA per ottenere una PGM li si tiene sotto osservazione e sistematicamente sono individuati nei test dopo 90 gg e nei test di alimentarietà.

    La fase di sorveglianza non finisce dopo 90 gg essa continua e siamo ormai dotati delle risultanze di 15 anni di alimentazione di milioni di animali da allevamento. Nessun allevatore ha lanciato allarmi per danni anzi hanno riscontrato che alimenti con meno micotossine (mais Bt) sono meglio appetiti dagli animali e non ne rallentano la crescita. Tra l’altro le micotossine ingerite dagli animali si trasferiscono all’uomo e restano cancerogene. Vorrei ricordare che gli animali allevati sono ormai tutti abbattuti in strutture dove le loro carni sono attentamente osservate e fino ad ora nessun nuovo allarme è stato lanciato. Inoltre la fauna che nei campi si nutre di PGM, roditori in particolare, non ha mai subito modifiche visibili e molti controlli sono stati fatti. I roditori selvatici non hanno tumori, li hanno solo quelli di Seralini che li ha scelti tra quelli che naturalmente ne sono soggetti. (attenzione soggetti a tumori e non a cancro).

    Dr. Cavalli-Sforza le agenzie internazionali lavorano con serietà e rigore e adattano i metodi in funzione della casistiche che si presentano e se qualcuna si lascia corrompere, ve ne sono molte di più che controllano con rigore i loro pari. Torno a ripetere Lei ha fatto del qualunquismo.

  28. Roberto DefezNo Gravatar scrive:

    Sempre RAI 3 sempre sugli OGM, ma in salsa Buiatti

    Una accurata dissezione di Marco Cattaneo che arriva alle stesse nostre conclusioni: è questo il servizio pubblico?

    http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/11/09/criminal-mais-seconda-stagione-autopsia-di-unintervista/

  29. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Molto simpatica la “dissezione” e a tratti deliranti le controrepliche dell’Intervistato di RAI 3.
    Uno zibaldone di luoghi comuni che peggio di così…
    Grazie Roberto per la segnalazione.

    Franco

  30. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto

    Se hai avuto il tempo di leggere la discussione che ne è risultata sul Post di Cattaneo, hai trovato che Buiatti mi abbia risposto in qualche occasione nel merito? IO NO! Ma potrei essere rimbambito data l’età.

  31. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Ho letto tutti i post del blog in oggetto.
    Senza contare gli innumerevoli errori di grammatica e di sintassi (per fortuna dice di aver frequentato il liceo Classico; i miei professori mi avrebbero bocciato al primo anno di corso…), oltre alle invettive contro chi non si firma con “nome e cognome” (e qui mi sento molto a posto. anche se in altro ambito..) ho trovato poco che si scosti dall’ideologia nei suoi discorsi. Luoghi comuni e storie dichiaratamente false.
    Molta apologia delle sue pubblicazioni, molta autoreferenzialità. Non ho dubbi sul suo curriculum, ci mancherebbe… Ma un po’ di oggettività non farebbe male.
    Nella discussione mi pare però che caschi miseramente negli argomenti di pratica utilità.
    E’ ovviamente un parere personale passibile di qualunque critica…

    Franco Nulli

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