Truffa del Biologico: arresti confermati

28 Mag 2012
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Vanno a processo per 220 milioni di euro di frode ed gli arresti sono confermati. Chissà se qualcuno intanto sta controllando come commerciano le aziende coinvolte e cose ne è del giro milionario di fornitori di derrate non-biologiche. Chissà se con queste possibili carenze di disponibilità di prodotti biologici i prezzi sono volati alle stelle o si è deciso di importare prodotti a chilometri con molti zero. Agricoltura Biologica: confermati gli arresti

5 commenti al post: “Truffa del Biologico: arresti confermati”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    A mio avviso hanno scoperto solo la punta dell’iceberg.

    Il fenomeno del biologico è composto da un consumo fideistico, acritico ed in espansione (fin che il portafoglio lo permetterà) che si confronta con una produzione solo specultativa per il semplice fatto che i 2/3, sia in Francia che in Italia, della superficie biologica totale sono costituiti da prati pascoli. Chi si cimenta nelle coltivazioni di grande coltura (cereali, proteaginose e oleaginose) tocca subito con mano debacle produttive che in certi anni sono catastrofiche. In fatto di legumi secchi, anche qui le produzioni sono disincentivanti, resta un po’ fattibile l’orticoltura fresca, ma manca la filiera per far arrivare il prodotto alla distribuzione;troppo esigua la produzione per creare strutture ad hoc. Si usano toni trionfanti solo per le coltivazioni di erbe aromatiche che non sono mai state piante agricole.

    Con una domanda: abbastanza inelastica, disposta a sborsare surplus di prezzo e troppo sfasata rispetto alla produzione nazionale, cosa si pretende che non si trovino scorciatoie per lucrare?
    Possiamo pensare che le organizzazione del biologico che s’impongono sulla produzione e non sono un’esigenza primaria della produzione non siano disponibili a voltarsi dalla parte opposta per non vedere?

    Bisogna proprio essere dei consumatori naif per non avere dubbi!

  2. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Non so e non posso sapere cosa ci sia sotto la coperta di quest’inchiesta peraltro molto interessante.
    So solo, e lo dico sempre a tutti i miei amici e conoscenti, che il fenomeno “bio” é a mio avviso una grande “bufala” (volevo scrivere “truffa”, ma mi sono corretto) che si regge unicamente su una campagna di informazione addomesticata, partigiana e antiscientifica.
    Vendere prodotti che spesso sono “peggiori” e a più caro prezzo solo perché sono coltivati come faceva, suo malgrado, il nonno di Antonio Pascale, se non é truffa poco dista dalla sua definizione.
    I pomodori del mio orto non mi azzarderei a metterli sul mercato, per quanto squisiti e rigorosamente bio.
    Non so percentualmente a quanto ammonti la truffa in oggetto rispetto al mercato totale del “bio” in Italia. Mi pare di ricordare fosse una percentuale di tutto rilievo…
    Meditino i consumatori che al supermercato si rivolgono al banco “BIO” per fare la spesa più costosa e …sana.
    Bio é spesso una grande truffa che a volte può anche creare problemi di salute.
    Dove ci sono facili guadagni spesso si annida il malaffare; e il malaffare se ne frega della salute dei consumatori…

    Franco

    (che si pregia di regalare ai suoi amici uno splendido riso Volano dichiaratamente “non bio, molto meglio”)

  3. maryannNo Gravatar scrive:

    Da figlia di agricoltori e ancora proprietaria di terreni ma non coltivatrice né commerciante (sono ingegnere) sono d’accordo che il “bio” o “genuino”, come si diceva una volta, è la truffa del secolo.
    Per avere il bio dovremmo fermare l’industrializzazione e i trasporti oppure andare nel Sahara e sotto un pallone termico coltivare frutta e verdura pescando l’acqua a profondità petrolio. Altra bufala è che i contadini mangiassero genuino: tutte balle, vivevano meno di noi, senza denti e con gravi carenze nutritive.
    Per me il bio può rimanere sugli scaffali a marcire e guardo con attenzione le etichette dei prodotti. La qualità di quello che mangiate si vede da come diventano la vostra pelle, unghie, denti e capelli.

  4. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Myriann

    Semplice, chiaro, lampante!

  5. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Eppure Maryann, se vai davanti agli scaffali di un supermercato trovi folla che scruta le proprietà miracolose dell’ultimo brand di Bio arrivato e nessuno che guarda, non dico l’etichetta, ma nemmeno la scadenza consigliata di un prodotto tradizionale…
    Io li chiamo confidenzialmente “pecore”; dove va il montone le altre seguono.
    Purtroppo i loro “capobranco” non sono i Defez, ma altri (tralascio i nomi; le dita non riescono a muoversi sulla tastiera per scriverli, si bloccano nella sequenza dei tasti…)

    Franco

    P.S. compra il libro di Antonio Pascale… Sostieni la causa!
    P.P.S. sono anch’io ing per studi, ma di professione agricoltore “with proud” :-)

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Nella categoria: News, OGM & Agricoltura italiana

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