Bio(il)logico

06 Dic 2011
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giardiniere
Mega truffa di prodotti biologici scoperta dalla Guardia di Finanza a Verona che copriva il 10% della produzione biologica italiana.

Ora chi sapeva e copriva da tempo farà sentire alta e forte la sua voce di condanna verso chi ha tradito la fiducia dei consumatori a danno dei coltivatori onesti: ecco è proprio di questi che avrei paura.
Gli agricoltori biologici onesti continueranno a fare da foglia di fico ad un movimento che se non serve a fare il biologico da grande supermercato, non ha sbocchi.

Svegliatevi, cari agricoltori biologici veri.

7 commenti al post: “Bio(il)logico”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Perchè ci si poteva aspettare qualcosa di diverso quando il produrre biologico comporta perdite di produzione che vanno dal 30 al 50% a seconda della specie coltivata, mentre nei negozi specializzati in prodotti “naturali & biologici” vi sono ricarichi anche dell’80%?

    E’ come lasciare il portafoglio sul davanzale della finestra!

  2. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Ogni tanto una buona notizia! Questa gratifica chi come me ha sempre parlato di truffa a proposito di biologico!
    Se quello intercettato dalla Finanza è il 10% chi può garantire per il restante 90% presente sul mercato? Considerando il silenzio dei media sulla notizia e la vicinanza delle feste di natale e della propaganda made coldiretti per le tavolate di fine anno, il falso biologico continuerà a fare affari, tanto non muore nessuno, grazie a dio!!!

  3. GiorgioNo Gravatar scrive:

    Tutto il sistema si basa su una certificazione cartacea. Non essendo possibile distinguere un prodotto biologico da uno convenzionale, se non sulla eventuale presenza di contaminanti chimici, il settore è esposto più di altri al rischio di truffe. Forse dovrebbe essere istituito un sistema serio di tracciabilità (elettronica) dei prodotti che consenta di risalire al luogo di origine e alla quantità prodotta, sulla falsariga di quanto è stato introdotto per la tracciabilità dei bovini. Così si avrebbe anche modo di sapere chi produce cosa e le quantità reali di ciascun prodotto che escono da una determinata azienda. Così magari si scoprirebbe che alcune aziende biologiche hanno una produttività molto più alta di quelle convenzionali…

  4. bacillusNo Gravatar scrive:

    @Giorgio
    Concordo nello spirito. Nella sostanza è tutta un’illusione. Ogni volta va scoperta la pistola fumante. In modo chiaro ed inequivocabile.
    Un po’ di nitrato in copertura sui cereali, un po’ di urea nella poltiglia antiparassitaria per frutteti e vigneti. Bisogna che ci siano testimoni, filmati, riscontri immediati. E sono solo gli esempi più evidenti, immediati.
    Fare biologico con qualche “spintarella” si può. E magari diventa anche divertente.

    E’ il concetto in se che non funziona. Dal punto di vista economico, legislativo e tecnico. Ma soprattutto dal punto di vista etico.

  5. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Quando il controllore, leggasi ente certificatore, è il maggior ed esclusivo beneficiario degli aumentati volumi di produzione o di vendita di biologico, come volete che ci si possa fidare, lo può fare solo uno con le fette di salame sugli occhi.

    Certo che anche la guardia di finanza è patetica, mi viene a controllare, ed ha fatto bene, laddove si produce il 15% di biologico e non lo fa a tappeto laddove se ne produce l’85% vale a dire in quattro regioni: Sicilia, Calabria, Campania e Puglia.

    Il pescatore normalmente va a pescare dove sa che ci sono tanti pesci e non dove ve n’è solo qualcuno qua e la!

  6. PieroNo Gravatar scrive:

    E puntuale su Repubblica di ieri è arrivata la difesa di Petrini.Per carità, in alcuni punti del tutto condivisibile. Molto meno condivisibile l’intervista al Prof.Giannattasio. Non si capisce perché si intestardiscano a voler attribuire a questi prodotti caratteristiche che non hanno, contribuendo paradossalmente a collocarli in nicchia… per poi lamentarsi che nelle nicchie rimangano. Affermazioni come le seguenti:

    “E il latte?
    «Quello prodotto biologicamente, da mucche nutrite con un’alimentazione corretta, ha naturalmente l’Omega 3 tanto utile per le malattie degenerative e cardiovascolari, mentre quello che si trova nei supermercati è latte addizio¬nato con Omega 3 preso dai pesci».
    Qual è la differenza della carne bio?
    Al di là del sapore, la carne ha un minor contenuto di grassi saturi e un più alto contenuto di acidi grassi insaturi che fanno bene al cuore. Questo perché proviene da animali cui viene concesso più spazio dove muoversi e che vengono alimentati in maniera più razionale e rispettosa delle loro esigenze.”

    sono al tempo stesso ovvie e false. Ovvie perché è risaputo che attraverso l’alimentazione è possibile modificare, seppur di molto poco, le caratteristiche di latte e carne. False perché ciò si ottiene indipendentemente dal sistema di allevamento (a meno che non ci si riferisca a qualche particolare essenza di pascolo, ma qui sprofondiamo nella nicchia della nicchia). False perché vacche e bovini della maggior parte delle nostre aziende sono già alimentati “razionalmente” e nel rispetto delle esigenze. Ma questi pontificatori hanno mai lavorato con un software per l’ottimizzazione delle razioni? In uso di routine nelle nostre stalle da ben prima che fossero utilizzati da dietologi. Bah, ma si può andare avanti così?

  7. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Piero

    Io aggiungo, ma questi non si sono mai informati dove vivevano le vacche ed il bestiame cinquant’anni fa e precedenti. Vivevano in stalle tugurio, con aria irrespirabile e l’unico movimento che facevano era durante l’abbeverata. La tunercolosi regnava. Ah il buon latte di una volta si dice! Sono solo balle, l’igiene era un optional.

    L’alimentazione di una volta in zona parmigiano reggiano con dei carichi di bestame per ettaro di 2/3 capi era quello che capitava, fieno misto a paglia, scorza e foglie di alberi, stocchi di granoturco, potature ecc. Il buon fieno di erba medica era dato una volta sola al giorno. Il fieno era spesso ammuffito e par farlo loro mangiare si usava sale pastorizio e melasso.

    Quando poi sento dire che quello era un mangiare razionale vado su tutte le furie. Se voglio dell’Omega 3 certamente non bevo del latte ma mangio del pesce azzurro.

    Dicono che li fanno vivere secondo le loro esigenze, ma hanno chiesto agli animali quali sono le loro esigenze? E’ un loro parere opinabilissimo, è la stessa cosa di quando castrano un cane o un gatto e mi dicono che è per il loro benessere, ma hanno chiesto ai cani e ai gatti se sono contenti? Sarebbero contenti loro di fare la stessa fine?

    Il metabolismo della vacche al pascolo non è adatto per produrre latte, ma solo per far vivere le vacche, certo è molto meglio portare le vacche dove c’è l’erba che viceversa, ma si rendono conto di quanto poco producono in fatto di foraggio i pascoli e quanto ne viene sciupato. Loro ragionano guardando i quadri di Segantini, ma quella è solo poesia e non agricoltura da reddito.

    Ma possibile che ci sia gente, che non ha mai visto un’azienda agricola che vuol insegnare agli agricoltori come si fa a fare il loro mestiere?

    Roba da pazzi.

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Nella categoria: News, OGM & Agricoltura italiana

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