Umberto Veronesi sostiene gli OGM

28 Mar 2012
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Un nuovo testo ( chi ha a cuore il pianeta e la lotta alla fame non può essere contro gli OGM) dell’illustre oncologo su Grazia. Questi testo sono fondamentali perché le indagine demoscopiche ci spiegano che l’opposizione agli OGM si annida sopratutto tra le donne non più giovanissime e questi testi su Grazia o Oggi valgono molto di più a cambiare i pregiudizi che gli articoli sui quotidiani dove i lettori hanno già una opinione consolidata.

6 commenti al post: “Umberto Veronesi sostiene gli OGM”

  1. franco nulliNo Gravatar scrive:

    E bravo Prof. Veronesi!
    La diffusione della conoscenza é un dovere. Ciascuno con i mezzi di cui dispone.
    Questa sera stampo l’articolo e lo metto in tutte le 54 caselle delle lettere del mio condominio di Milano.
    54 famiglie e uffici meglio informati anche se non leggono la rivista…

    Grazie Prof. Veronesi

    Franco Nulli

  2. franco nulliNo Gravatar scrive:

    MIssione compiuta!

    Sono pazzo? Visionario? Ho anch’io qualche gene fuori posto infilato da Frankenstein nel mio DNA e preso da un pesce rosso tropicale?
    Può essere, ma sto benissimo! Sano come …un pesce.
    Quando credo fermamente in una cosa cerco di fare tutto il possibile perché il mio pensiero sia disponibile a tutti; lo voglio raccontare, condividere.
    Poi ne discutiamo…
    Anche un Papa ha detto “se sbaglierò mi corriggerete”… Figuratevi un povero contadino se non é disposto a “corriggersi”!

    Franco

  3. Irene PersoNo Gravatar scrive:

    Franco, qual è stata la reazione alla tua missione? Temo molti l’abbiano cestinata, ma chissà, forse qualcuno invece ha messo in dubbio qualche opinione ben radicata.

    Una domanda più generale: è giusto che il prof. Veronesi indichi come “OGM” varietà quali in grano Creso o il riso Carnaroli? Dal punto di vista delle regolamentazioni, non sono tecnicamente piante transgeniche, anche se sono state abbondantemente modificate con svariati metodi. Non vorrei che così facendo si crei ancora più confusione nei consumatori, piuttosto che tranquillizzarli.
    Mi sembra che il ministro Clini abbia commesso lo stesso errore (se così vogliamo chiamarlo), infatti il collega Catania ha subito smentito che pesto e altri prodotti tipici italiani siano “OGM”, come era stato invece indicato dal primo.

  4. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Irene

    Se OGM significa Organismi Geneticamente Modificati allora è giusto chiamare OGM il seme di qualsiasi pianta che ad ogni generazione si forma. Questo perché potrebbe portare con se una mutazione, una traslocazione una inversione o più in generale un riassemblamento nuovo del corredo genetico.

    Se, invece, agli OGM diamo il significato del “baubau”, cioè di qualcosa di mostruoso allora non siamo più nel campo della scienza ma delle paure inconsulte. O convinciamo la gente che questo è un lusso che se lo può permettere la nostra generazione che ha vissuto uno dei momenti più felici della storia, ma sicuramente non se lo potranno permettere i nati negli anni 70-80 del secolo scorso perché loro ed i loro figli arriveranno a vivere in un mondo popolato da 9 miliardi, oppure questi sono destinati a vivere momenti difficilissimi.

    O la genetica migliorando le piante riesce ad aumenatre la produttività con sistemi meno impattanti l’ambiente oppure le disparità sociali assumeranno valenze totalmente disequilibranti. La creazione di piante nuove e con caratteristiche diverse è la strada che permetterà ciò in tempi congruenti all’aumento della popolazione. Dobbiamo convincere la gente che la paura delle piante nuove è inconsulta e prima lo facciamo e meglio è.

    Quindi o cominciamo fin da adesso a non aver paura del nuovo ed ad impedire che si formino continui tabù come sta avvenendo con gli OGM oppure facciamo un cattivo servizio a chi camperà fino al 2050.

  5. Irene PersoNo Gravatar scrive:

    Alberto, sono d’accordo con tutto quello che scrivi.
    La mia perplessità nasceva dal fatto che, da un punto di vista giuridico, i prodotti indicati non sono OGM. Capisco che suoni assurdo che qualcosa possa essere GM per la scienza ma non per il diritto (soprattutto perchè la prima dovrebbe istruire la seconda su come definire un OGM, non il contrario), però mi domando se allora non sia meglio, ogni volta che si tocca l’argomento, sottolineare con forza questo assurdo. Del tipo: “Le norme definiscono OGM un sottoinsieme ristretto delle piante alimentari, quando in realtà tutto ciò di cui ci nutriamo è stato geneticamente migliorato con svariati metodi”. Questa frase, che per alcuni è scontata, risulta spiazzante per molti altri (magari anche le lettrici di Grazia), convinti di stare mangiando lo stesso pomodoro che mangiava il bisnonno.
    Ecco, come primo tabù da sconfiggere io metterei questa idea assurda, ma ben radicata, del “fissismo delle varietà” (espressione inventata sul momento, spero renda l’idea) che credo sia la premessa delle paure nei confronti degli OGM.

  6. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Ciao Irene
    ti rispondo con ritardo, ma ho anche altro da fare… Coltivo malgrado la siccità di questo periodo!
    Si, hai ragione. O meglio “quasi” ragione.
    In effetti nell’attuale accezione OGM viene considerato un prodotto modificato attraverso le più moderne tecniche di ing. genetica (lascio agli esperti di definire cosa implichi questo).
    Creso, Carnaroli & c sono in termini pratici la stessa cosa ottenuta con tecniche differenti, ma la sostanza credo non cambi. (pronto a tutte le smentite del caso…)
    Pertanto in termini puramente linguistici OGM é tutto, anche il pomodoro che trapianto nel mio orto personale.
    Forse, ma non sono sicuro, é selvatica (secondo me contrario di OGM) la rosa canina di mia moglie, quella che fa le bacche rosse/arancio dopo il fiore… Ma non sono certo di questo.

    Reazioni alla mia missione: Nessuna per il momento! Aspetto la prossima assemblea di Condominio…
    In un condominio di Milano con 52 appartamenti/uffici non ci si conosce purtroppo.
    Ho comunque la speranza che qualcuno dei 52 abbia avuto la pazienza di leggere la mia fotocopia e magari ci abbia ragionato.

    Ciao Franco

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