Uno stimolo alla riflessione di Vitangelo Magnifico

23 Ott 2012
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schermata-2012-10-23-alle-110444Devo dire subito che sono molto preoccupato della sentenza contro la Commissione Grandi Rischi per le conseguenze che può ave e sulla percezione della Scienza in questo Paese. Quindi non avrei mai impostato il ragionamento come lo ha fatto Vitangelo. Nondimeno penso lui abbia ragione a voler fermarsi a discutere su questo tema che coinvolge in maniera parallela anche il tema della percezione pubblica degli OGM.

Tanto per chiarezza io considero Giuliani come il Seralini dei terremoti. E questo in tutti i sensi, ossia non solo penso che Seralini e Giuliani abbiano torto nel merito, ma penso anche che entrambi abbiano il diritto di poter continuare i loro studi in maniera accurata e professionale per dimostrare se ci fosse un barlume di intuizione ragionevole nel loro approccio. Non penso che nessuno dei due dovrebbe avere strade di finanziamento preferenziali, altrimenti faremmo la gara a chi la spara più grossa. Ma penso anche che gli OGM andrebbero usati in agricoltura in Italia anche continuando a fare analisi di lungo periodo per tutte le eventuali problematiche indotte.

Pubblico quindi questa riflessione di Vitangelo (la precauzione a senso unico) e sopratutto il commento di Vittorio Barreca che condivido nell’idea di generare un dibattito come richiesto e proposto proprio da Vitangelo Magnifico.

20 commenti al post: “Uno stimolo alla riflessione di Vitangelo Magnifico”

  1. bacillusNo Gravatar scrive:

    A ’sto giro Vitangelo è scivolato su una pericolosa buccia di banana…

  2. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro Roberto,

    pur non condividendo per niente l’esito del processo ti ricordo questa mia riflessione sull’uso distorto del principio della precauzione. Era una riflessione forte, tanto che ero indeciso se scriverla ed inviarla a Spazio Rurale. Anche Barreca fu prudente e, giustamente, da bravo direttore, sentì il dovere di commentare ciò che avevo scritto per evidenziare lo spirito della riflessione.

    La sentenza emessa dal Tribunale dell’Aquila, comunque, mi ha maggiormente convinto che Chiesa e Tribunali devono stare lontani dalle questioni scientifiche. Mi auguro che tutto venga ribaltato nei gradi successivi.

    Se ritieni si potrebbe aprire un dibattito su Salmone. Se non l’hai, nel frattempo, già fatto.

    Ciao, Vitangelo

  3. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Ecco fatta la frittata,
    Luciano Maiani si è (giustamente) dimesso da presidente della Commissione Grandi Rischi. Maiani è stato direttore del CERN di Ginevra ed è stato lui a progettare l’esperimento dei neutrini tra il CERN ed il Gran Sasso, poi è diventato presidente del CNR in una condizione difficilissima (nominato da Mussi 2 mesi prima delle elezioni e convissuto con enormi difficoltà alla gestione Gelmini riuscendo a condurre l’unico test di valutazione meritocratica che finora abbia condotto un organismo scientifico italiano). Ha firmato come molti di noi la lettera a Monti e Napolitano, lui è la firma numero 200, l’ultima delle firme trasmesse con la lettera.

    http://www.corriere.it/cronache/12_ottobre_23/aquila-commissione-grandi-rischi-dimissioni-maiani-sentenza_dbd763b6-1cff-11e2-99b8-aac0ed15c6ac.shtml

  4. Domenico PignoneNo Gravatar scrive:

    L’articolo di Vitangelo, per quanto iperbolicamente esasperato, centra un punto fondamentale. Se il “metodo scientifico” presuppone che uno stesso metodo venga applicato a tutte le aree del sapere umano, il “metodo politico” (passatemi l’allocuzione) prevede che a ciascuna evenienza si applichi un metodo di giudizio differente.
    Personalmente non credo che la Scienza possa dare risposte conclusive, ma semplicemente aiutare a porre le domande nel modo giusto. Sulla questione della previsione dei terremoti mi pare che esista una mole di studi impressionamtemente maggiore di quella che c’è sugli effetti (presunti) dannosi o benefici degli OGM. Quindi, se sugli OGM si invoca il principio di precauzione (spesso invocato in maniera scorretta) a maggior e più forte ragione questo principio dovrebbe essere applicato ai terremoti. Ma se lo facessimo, buona parte della popolazione italiana (per non parlare dei poveri giapponesi) dovrebbe dormire spesso all’aperto o essere evacuata.
    Forse, più correttamente, il principio di precauzione dovrebbe essere applicato quando si pianifica il territorio, quando si costruiscono edifici, e in mille altre occasioni che costantemente ritornano nella nostra vita quotidiana. E la scelta di ritirare dal commercio i vaccini Novartis mi sembra vada esattamente in questo senso. Però una mia amica che dovrebbe farlo, oggi mi diceva che forse quest’anno il vaccino non lo farà perché la notizia del ritiro l’ha spaventata. Ma lei è soggetto a rischio!
    Allora forse sarebbe meglio cominciare a pensare che a forza di “precauzioni” rischiamo di non vivere più in maniera confortevole. Che faccio? Non mi muovo più con l’auto perché il rischio di incidente stradale è elevato? Non mi gusto più una Fiorentina, per non aumentare il rischio di tumori?
    Il rischio fa parte della vita e diceva un vecchio proverbio “chi non risica non rosica”.
    Allora? Parafrasando Manzoni “Adelante Pedro (con il principio di precauzione, ma) con juicio”!

  5. DiegoNo Gravatar scrive:

    Per usare il linguaggio di un mio parente aquilano: Giuliani non ha previsto una beata mazza!!!! Il terremoto c’è stato a L’Aquila e non a Sulmona come diceva lui. Aggiungo io, in tre anni e passa dal terremoto, avrebbe acquistato maggiore credibilità se ci fosse stata una pubblicazione o roba simile che spiegasse il suo metodo o le sue ricerche, invece solo partecipazioni a convegni, creazione dell’immancabile fondazione e basta, (oltre a previsioni a posteriori di terremoti a miliardi di Km di distanza).
    Per quanto riguarda il processo sono stati condannati non uomini di Scienza, ma persone che per difesa della propria seggiola o di un posto di comando hanno rinunciato ad essere tali e sono scesi a patti (o meglio, sono andati dove ordinava il padrone) svendendosi.

    Le dimissioni mi sanno di piccata reazione di casta.
    Saluti Diego Leva

  6. Vitangelo MagnificoNo Gravatar scrive:

    Diego, sono d’accordo conte. Anche Dacia Maraini ieri scriveva le stesse cose. L’esempio di Giuliani mi serviva per riflettere su qualcosa di poco chiaro, all’epoca. Poi, sentendo le registrazioni ho capito cosa c’era stato per davvero. Io volevo denunciare certa prostituzione ed imbecillità di scienziati che si fanno infinocchiare dai politici e diventano servili per le poltrone e i finanziamenti. E di questo ne ho già scritto.
    E’ una coincidenza che io ora debba correre a Salerno per difendermi dalle accuse che mi hanno scaricato addosso 12 anni fa gli anti-OGM (ho rinunciato alla prescrizioni per il reato di peculato per aver organizzato convegni sull’argomento delle mie riceche: l’orticoltura come Presidente della Sezione Orticoltura della Società Orticola Italiana!). Un’accusa scaricatami, fra le tante (tutte cause vinte perchè il fatto non sussiste) perchè non condividevo le posizioni contro gli OGM. E i ministri erano Pecoraro Scanio e Alemanno, ai quali ho detto sempre no!
    Quindi, non ho fatto come tanti colleghi che pur a favore degli OGM e che considerano il biologico una sciocchezza, accettano impegni ministeriali contro gli OGM e a favore del biologico per conquistare una fetta di potere e finanziamenti alla cosiddetta ricerca (o prostituzione?).
    La sentenza deve far riflettere motli uomini di scienza, soprattutto con l’avvicinarsi delle elelzioni!!. E’ questo il motivo per cui ho inviato a Salmone la mia riflessione dell’epoca.

  7. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Vitangelo

    Ne vuoi un esempio, viene dalla tua Puglia

    “accettano impegni ministeriali contro gli OGM e a favore del biologico per conquistare una fetta di potere e finanziamenti alla cosiddetta ricerca (o prostituzione?).

    http://www.ansa.it/terraegusto/notizie/rubriche/orgagricole/2012/09/11/Anche-grano-biologico-pasta-tiene-cottura_7459858.html

  8. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Domenico Pignone

    Conforti il contenuto del mio articolo pubblicato più avanti nel blog titolato “Principio di precauzione o Diritto di precauzione”

  9. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Vitangelo

    Un OT
    il contenuto in capsaicina è legato al grado di maturazione del peperoncino? Grazie

  10. bacillusNo Gravatar scrive:

    A prescindere, Vitangelo. Auguri per il destino che ti è ingiustamente riservato. Noi non abbiamo possibilità i merito, e non abbiamo nemmeno grande coraggio.
    Sappi che ti siamo vicino.

  11. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @ Alberto & Vitangelo

    Se mi confermate che dipende dal grado di maturazione aspetto a raccoglierli i miei peperoncini…
    Mi piacciono belli saporiti e anche piccanti a dovere!

    Franco

  12. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Franco Nulli

    Se t’interessa conoscere qualcosa sul peperoncino eccoti un link che potresti leggere, ho appena postato un mio lungo (come al solito) intervento.

    http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/11/09/tutti-i-gradi-del-peperoncino/comment-page-1/#comment-590670

  13. Domenico PignoneNo Gravatar scrive:

    Mi risulta che i capsaicinoidi si accumulino soprattutto nella placenta del frutto durante la fase di maturazione. Quindi peperoni maturi, ma non sovramaturi, dovrebbero avere il più elevato contenuto di capsaicinoidi.

  14. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Grande notizia! Grazie Domenico Pignone.

    Perdonatemi per le facezie sul peperoncino… Non scherzo.
    Generalmente sono più …piccante e serio.
    Oggi no! Non ne ho voglia proprio. Sto invecchiando?
    In questo momento di sfascio totale (anche se qui non si deve assolutamente parlare di politica e quindi non lo faccio) ho bisogno di un momento di pausa di riflessione come credo tutti noi, destra, sinistra, centro o antipolitica a tante stelle… Le stelle sono tante, milioni di milioni… meglio Varzi che Negroni? (fa rima anche questo…)
    Sono, insieme a tutti i colleghi agricoltori, reduce dal periodo di raccolta autunnale. Altra ragione per riflettere attentamente. E momento di stanchezza.
    Il “redde rationem” di un’annata agraria é sempre e comunque un momento di tensione e riflessioni/ragionamenti.
    Psicologicamente ed economicamente “denso”, e la fine dell’autunno per molti di noi é questo…
    La nuova stagione agraria comincia con il giorno di S. Martino: 11 novembre.
    E manca molto poco…(è anche l’anniversario di matrimonio dei miei genitori, ma questo é argomento personale di cui vi rendo partecipi solo per amicizia… Grazie Papà e Mamma per quello che mi avete dato come dote di etica)
    Momento faticoso per l’agricoltore.
    In Lombardia “fare sanmartino” é sinonimo di trasloco. I Contadini, affittuari o anche dipendenti, cambiavano cascina, vita, tutto l’11 novembre fino a 50/60 anni addietro.
    Non so se lo stesso vale per le altre regioni italiane… Curiosità: anche nelle altre regioni?…
    Oggi noi agricoltori del nuovo millennio abbiamo comunque finito la stagione agraria e stiamo programmando la prossima con pochissime certezze e tantissimi interrogativi.
    Sono felice quindi di sapere da voi amici di Salmone che i miei peperoncini migliorano le loro caratteristiche organolettiche se sono più maturi, ma non troppo. Grazie! Mi aiuta a digerire anche le preoccupazioni “agricole”.
    Per il resto avremo tempo di parlare con calma… E più seriamente.

    Un caloroso saluto a tutti, amici e anche “avversari” (se mi leggono) da un Franco questa sera un po’ strano

  15. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Franco

    Anche da noi l’annata agraria finiva a San Martino, il trasloco in campagna avveniva per San Michele (29 settembre e che ora riunisce tutti i tre arcangeli). Tutto ciò per permettere le semine nelle nuove terre ed il trasferimento degli animali e dei relativi fieni. Più precisamente il 28 faceva trasloco nella nuova azienda il bifolco perchè fosse pronto a preparare le stalle all’arrivo il 29 del bestiame che partiva dopo la prima mungitura del mattino. Ricordo ancora che famiglie anche di 10 o 15 componenti di agricoltori affittuali necessitavano di un solo carretto per trasferire le masserizie di casa, altro che cucine componibili o poltrone relax. pensa che la prima cosa che costruivano sulla nuova terra era il “cesso” costituito nelle adiacenze della corte fatto da pali conficcati nel terreno che sostenevano mazzi di stocchi di granoturco e senza tetto. Il “water” era costituito da un buco scavato all’interno della recinzione di stocchi su cui era messo di traverso un asse traballante che serviva da poggiapiedi.

    Se continua così forse gli agricoltori ritorneranno a dimenticarsi di certe suppellettili e comodità.

    Franco hai letto il trafiletto di ieri sul Corriere della Sera a pag. 23 dal titolo: “Verde, micro e bio “L’Europa finanzi la nuova agricoltura”. dove svetta, assieme a tutte le sigle ambientaliste, l’ineffabile Giulia Maria Crespi a perorare la causa del bio. Non ne ha abbastanza di possedere in proprietà 400 ettari (diciamo circa 2 milioni di € di valore, ma sicuramente sono in difetto) che non fa produrre privando la collettvità delle relative derrate ed ora pretende anche di essere finaziata dalla collettività. Ma non lo è già ora? Cosa fa, devolve gli aiuti PAC che sicuramente percepisce ad associazioni caritatevoli.
    Questa genet vuole gli aiuti PAC ed in più degli aiuti per pretesi servizi ambientali che si risolvono in minor produzione che vogliono le venga pagato dai consumatori.

    Viviamo un mondo alla rovescia, non più tardi di 70 anni fa i politici di sinistra pretendevano l’esproprio delle terre che non producevano per darle ai contadini, mentre ora portano in palmo di mano personaggi come la Crespi che deliberatamente non produce per il potenziale che ha nei suoi 400 ettari di proprietà , anzi qaesti progressisti plaudono affinché gli vengano dati soldi pubblici in sovrappiù per meriti presunti sociali.

    Franco sei proprio un fesso a programmare la prossima campagna agraria, ma fai come la Crespi. Saresti venerato da Carlin Petrini e mostrato come “animale strano” a Terra Madre.

  16. DiegoNo Gravatar scrive:

    Essendo membro della sezione agraria nel Tribunale di Teramo, confermo che il termine dell’11 novembre, inteso come scadenza dell’affitto agrario, è tuttora valido. Infatti anche quando si intima l’immediato rilascio del fondo, s’intende sempre entro il giorno di S. Martino.
    Dott. Magnifico, il fatto che abbia rinunciato alla prescrizione Le fa veramente onore, e Le auguro di superare brillantemente questo processo stupido ed oscurantisca oltre ogni misura. Saluti Diego Leva

  17. Vitangelo MagnificoNo Gravatar scrive:

    Franco, i capsaicinoidi sono concentrati nella placenta e si formano con essa dopo l’allegagione dei fiori e la formazione dei semi. Il contenuto totale non dovrebbero cambiare con i grado di amturazione. Quindi, la maturazione delle bacche (viraggio delle polpe, rapporto acidiorganici e zuccheri, ecc.) non dovrebbe influenzare il loro contenuto ma migliorare il sapore, come piacciono a te. La sovramaturazione potrebbe dare l’impressione di un maggior accumulo solo per la perdita di acqua della polpa.
    Approfitto per salutare il carissimo Domenico Pignone.

    Guido, ho letto ieri -subito dopo l’udienza della causa che mi vede coinvolto come imputato per peculato per aver utilizzato fondi dell’Istituo Sperimentale per l’Orticoltura per le missioni fatte per organizzare convegni ed incontri di studio per divulgare, attraverso la Società Orticola Italiana, i risultati delle ricerche e della sperimentazione in orticoltura, sia dell’istituto che dirigevo che degli altre istituzioni orticole nazionali e non- l’articolo sul Verde micro e bio. E mi sono sentito un delinquente; avevo osato informare quando invece bisognava disinformare. E’ giusto che paghi. Il mondo, come dici tu, è ormai alla rovescia. Le puttanate vanno in paradiso e le cose corrette e serie in carcere. E per fortuna ci sono giornali che inneggiano alle puttanate. Vuoi vedere che ha ragione Grillo quando inneggia alla chiusura dei giornali? Ma le medesime puttanate non le dice e avvalla anche lui?
    Che fare?
    La sinistra, salvo poche eccezioni (Sereni, Avolio), non ha mai capito una beata mazza -per dirla come il parente di Diego- di agricoltura. A destra c’era qualcuno con il quale parlare, ma sono spariti con la gestione Alemanno.
    Intanto, nella zona più fertile della Puglia, Palagiano, Palagianello, Massafra, Castellaneta, ecc. ben oltre 1300 aziende agricole sono finite all’asta perchè strozzate dai debiti!
    Ne ha parlato solo il Corriere del Mezzogiorno allegato al Corriere della Sera distribuito in Puglia. Ma nessuno ha osato commentare, neanche l’onnipresente Governatore Vendola, che però potrà trarre ispirazione per una sua poesia o filastrocca. L’Assessore Schifano è impegnato ad organizzare l’apertura dell’edizione barese di EATITALY presso la Fiera del Levante (anch’essa piena di debiti!).

  18. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Leggete qusto perfetto articolo di Armando Massarenti sul Domenicale del Sole 24 ore uscito in seguito ad un editoriale di Nature:
    http://www.nature.com/news/murky-manoeuvres-1.11678

    FILOSOFIA MINIMA
    Italiani, più rispetto per la scienza
    Armando Massarenti

    @Massarenti24

    Ha ragione «Nature»: «In Italia la percezione è che la scienza non conti nulla». Così recita il duro editoriale di questa settimana. La comunità scientifica internazionale, vi si legge, è «scioccata» da tre recenti sentenze giudiziarie ai danni di scienziati, rei soltanto di non aver voluto assecondare le aspettative e i luoghi comuni che l’opinione pubblica nutre nei confronti della scienza. Non solo la sentenza dell’Aquila (cui ho dedicato la precedente Filosofia minima), ma anche quella del 12 ottobre in cui la Cassazione stabilisce un nesso tra tumore al cervello e uso del cellulare, e il caso della Green Hill di Brescia, vittima di un assalto animalista. «Si suppone che i giudici italiani - scrive “Nature” - come accade in tutte le democrazie, prendano decisioni basate solo sulla legge. Ma è difficile evitare l’influenza proveniente dagli umori della pubblica opinione, e in Italia la pubblica opinione manca completamente di comprensione, se non di rispetto, perla scienza». «Nature» dimentica peraltro le sentenze dei giudici che hanno imposto pseudoterapie con cosiddette staminali, ignorando i pareri di AIFA e scienziati e di cui su queste pagine abbiamo sollevato una discussione di metodo. L’Italia, si sa, storicamente non ha mai brillato per rispetto nei confronti della scienza. Ma, in pieno XXI secolo, i tempi sarebbero maturi per una rivoluzione culturale in questo senso. Sì, perché la diffusione di una percezione positiva della scienza è un fatto squisitamente culturale. Se non se ne capiscono i meccanismi di fondo diventa anche difficile, quando è il caso, indirizzare delle critiche corrette. E tutto finisce nelle mani dei giudici o dei politici, altre categorie a loro volta assai lontane, in Italia, dalla cultura scientifica. L’articolo di «Nature» è assai duro anche con il ministro Profumo, che ha rimesso in discussione - attraverso la legge di stabilità del Governo Monti - l’equilibrio che la Riforma della Ricerca del 2009 aveva creato. I dodici enti perla ricerca esistenti in Italia, sottolinea «Nature», sono oggi retti da presidenti tecnici e non politici, e stanno lavorando alla stesura dei nuovi statuti che dovrebbero garantire in futuro un sistema più meritocratico. Profumo li vorrebbe smantellare tutti per riunirli in un unico ente, attuando «Murky manoeuvres» (oscure manovre) - questo è il titolo dell’editoriale - senza nemmeno essersi consultato con la comunità scientifica: una proposta definita «dilettantesca» che denoterebbe da parte del ministro un atteggiamento simile a quello dell’italiano medio, il quale ritiene che la sdenza, come la cultura, in fondo non conti molto e che su di essa si possa tranquillamente risparmiare. Su questo punto però è difficile dar ragione a «Nature» fino in fondo. Perché? Perché l’Italia è un paese ancora più strampalato di come la rivista lo descrive e non è mai così facile distribuire le ragioni e i torti. Ovvero perché anche gli scienziati italiani che hanno ispirato l’editoriale di «Nature» hanno delle precise responsabilità per il fatto che la percezione della scienza è così distorta in Italia e che gli enti di ricerca solo eccezionalmente sono stati governati, dagli stessi scienziati, sulla base del merito.

  19. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Con una scuola che per 40 anni non ha messo in primo piano il merito, non si può pretendere poi una società che valorizzi il merito.

    Io ho insegnato Matematica e scienze nella scuola media inferiore nel decennio 1969- 79 dove non si facevano gareggiare i ragazzi perchè altrimenti il non dotato nello sport avrebbe risentito caratterialmente del suo handicap, la storia non si faceva, gli unici argomenti erano la fame nel mondo, il colonialismo e l’avvento della dittatura, I professori di educazione tecnica erano impediti nel trasmettere “l’esperienza del fare” perchè la cagnarra che s’instaurava, legata all’obbligata organizzazione più libera dell’ora di lezione, non era possibile prevenirla perchè il punire non era educativo. Io che insegnavo matematica e scienze ero senza strumenti di recupero dei fannulloni, certo non potevo recuperare i non dotati (categoria di alunni bandita dal vocabolario sessantottino). Quando si doveva promuovere uno che non aveva realizzato nessun profitto, benchè con capacità e perchè di bocciare non se ne parlava, la locuzione inventata per dare una parvenza di giudizio positivo era: “ha socializzato” (cosa significasse lo sapevano solo gli ideologi di cui era stata ricchissima la scuola per molto tempo .

    E’ evidente che anche la società non poteva usare come criterio il merito, sarebbe sto controproducente ed inoltre i sindacati erano ben felici di questo stato di cose in quanto offrendo tutela oltre ogni ragionevole protezione, aumentavano gli iscritti ed acquisivano potere di veto verso i partiti politici.

    Questo a mio avviso è il retroterra che ha creato una società del non merito e che ci ha fatto arrivare allo stato in cui siamo ora, vale a dire un paese incapace di qualsiasi reazione e con poca o niente spina dorsale.

  20. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Condivido in toto l’analisi di Alberto

    Franco

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