Usare mais OGM consente di accorciare la filiera.

16 Lug 2012
Post2PDF Versione PDF

Abbiamo di fronte due opzioni: acquistare un aperitivo al supermercato o al discount, metterlo in frigo e consumarlo quando gli amici vengono a trovarci, oppure invitarli al bar, sederci al tavolino e pagare il conto. Di quale sia la pratica più faticosa non c’è dubbio, ma nemmeno quale sia la pratica più economica: se andiamo al bar il tutto ci costa molto di più.

Ebbene per il mais siamo nelle stesse condizioni: o acquistiamo un buon seme e lo coltiviamo noi, oppure aspettiamo al bar che ci venga servito ai costi immaginabili.

Da una richiesta di Piero Rostagno,  Alberto Guidorzi ci commenta gli scenari che abbiamo a disposizione per quanto riguarda la disponibilità di mais. Dobbiamo sono decidere per quanto tempo continueremo a vivere al di sopra dei nostri mezzi.

sementiere e mais

3 commenti al post: “Usare mais OGM consente di accorciare la filiera.”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Non arrivo a tanto, cioè di commentare un mio scritto, ma ne approfitto per segnalare, dato che si tratta di uno dei grandi genetisti italiani ed è nato con il mais sotto la guida di Bianchi (per me è il maggiore, ma forse l’amicizia fraterna mi porta ad esagerare, abbiamo convissuto negli stessi luoghi per ben 10 anni della nostra gioventù)

    Il Prof. Francesco Salamini (Cesco per gli amici) già insignito del Premio Invernizzi, padre del Parco Tecnologico di Lodi, per anni Direttore al Max Planck di Colonia (Concorso vinto per soli titoli, ma il suo espatrio fu causato da una lottizzazione politica all’Istituto Piante Industriali di Bologna nei lontani anni ‘70 ed ora ne vediamo i risultati o meglio i non risultati…) il prossimo 6 ottobre riceverà presso l’Aula Magna dell’Università di Pisa il premio internazionale Galileo Galilei per le scienze agrarie. Molti lo definiscono il premio “Nobel Italiano”

    QUANTA INTELLIGENZA CHE L’ITALIA NON HA MAI VOLUTO SFRUTTARE APPIENO!

  2. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    Questione solo di tempo, poi tutti i nodi vengono al pettine.
    Se avete visto i prezzi degli ultimi due mesi, sta letteralmente saltando il banco, non certo per speculazione (additata sempre dai mediocri che di mercati non ne capiscono mezza) ma da mancanza di prodotto e riserve ai minimi.
    Il giorno che cominceranno a chiudere le frontiere in uscita di qualche grosso paese produttore di granaglie, allora si che anche le teste più dure cominceranno a ragionare.
    Ricordo solo che nel 2010 la russia all’indomani degli incendi ci mise 24 ore a chiudere le dogane in vendita di cereali e rimasero chiuse per più di un anno.
    Voglio vedere poi i vari Capanna e amici a sopperire alla mancanza di prodotto con le loro fantasiose teorie.
    Saluti

  3. PieroNo Gravatar scrive:

    Ancora recentemente illustri personaggi hanno affermato che aprire agli ogm signichirebbe aprire alle multinazionali
    Basta scorrere l’elenco degli allegati per capire che più aperte di così…

Lascia un tuo commento

Per allegare una vostra immagine a fianco ai commenti registrarsi al sito Gravatar. Quando inserite la mail in fase di commento, bisogna usare la stessa mail che avete usato per registravi al Gravatar

Nella categoria: News, OGM & Mais, OGM & Ricerca

Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…