Vitangelo Magnifico da Salmone a Tuttoscienze de La Stampa ed anche Dario Bressanini

29 Ott 2014
Post2PDF Versione PDF

http://media.mimesi.com/cacheServer/servlet/CropServer?date=20141029&idArticle=195746181&authCookie=-2001553545

http://media.mimesi.com/cacheServer/servlet/CropServer?date=20141029&idArticle=195746182&authCookie=-2001553544

La comunità scientifica italiana continua a farsi sentire da anni, ma ora viene anche pubblicata. Bressanini da anche i numeri della presunta divisione. Per chi volesse filosofeggiare sul 3% ricordo che Coldiretti vuole vietare anche la sperimentazione in campo per fini di ricerca scientifica pubblica nonostante che gli italiani contrari agli Ogm (secondo i loro sondaggi, pagati da loro) siano 8 volte superiori al 3%.

60 commenti al post: “Vitangelo Magnifico da Salmone a Tuttoscienze de La Stampa ed anche Dario Bressanini”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ecco quali sono le pretese che hanno, a proposito del rapporto 97 a 3 citato da Bressanini, i supporter dei contrari:

    Franco Trinca

    Ad Alberto Guidorzi dico che sono mesi che propongo (si può dire “sfido” senza apparire provocatorio? Diciamo… in senso cavalleresco) varie personalità pro OGM ad organizzare un serio Tavolo Scientifico di confronto, tra esperti dei due fronti, magari in streamming e con la partecipazione della stampa nazionale, per non dover citare o scansare in arene improvvisate lavori scientifici ritenuti scomodi… come fossero pietre scagliate!
    Lo scorso anno lo proposi alla Conferenza Stato-Regioni e ai tre Ministeri competenti (senza alcuna risposta); poi alla Regione FVG, ma lì le cose sono andate meglio (dal mio punto di vista s’intende); quest’anno, a luglio, l’ho proposto allo stesso Giorgio e a LeandroTaboga, quando ci siamo incontrati civilmente a Colloredo e abbiamo anche pranzato insieme… amichevolmente, Sembrava cosa fatta, presso il castello di Colloredo, data da definirsi a breve… poi più nulla.
    Ancora ho proposto la medesima cosa alla Prof.ssa Elena Cattaneo, sia privatamente sia in una mia lettera a lei sul Sole24Ore; recentemente ho ripetuto l’invito-sfida al Prof. Edoardo Boncinelli durante la recente trasmissione su Radio Anch’io, a cui si è riferito Giordano Masini nel suo post e anche a lui e a tutti voi rinnovo l’unica seria proposta metodologica per discutere di Scienza e Salute tra persone serie e coscienziose: ATTIVIAMO UN TAVOLO SCIENTIFICO CON ESPERTI PARITETICI DEI DUE FRONTI… e mettiamo da parte ideologie e fanatismi; io personalmente non ne ho mai avuti.
    Inoltre aggiungo, che senso ha con tutti i problemi di ogni genere che ci affliggono come esseri umani, trasformare il necessario confronto Scientifico in una rissa a suon d’insulti?

    (risposta ad un mio intervento su “la valle del siele”
    http://lavalledelsiele.com/2014/10/14/di-scienza-ciarlatani-e-par-condicio-in-breve/#comments

    Vogliono una discussione “paritetica” appunto per buttare tutto in caciarra. Non hanno nessuna competenza in biologia, in genetica, in miglioramento vegetale e pretendono la pariteticità nella discussione con chi ci ha passato una vita di studi e di esperienze.

  2. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Vitangelo, disinformazione a go go!

    Come fai a scrivere che la stragrande maggioranza delle piante coltivate non ha parentali selvatiche nel nostro Paese?

    Mi permetto di farne un elenco:

    Cynara scolymus (carciofo) 3
    Helianthus annuus (girasole) 6
    Lactuca sativa (lattuga) 19
    Brassica campestris (ravizzone) 13
    Brassica napus (Colza) 14
    Raphanus sativus (ravanello) 2
    Glycine max (soia) 2
    1) Glycine soja o soia selvatica è una pianta annuale della famiglia delle leguminose (Fabaceae). È comunemente considerata l’antenata della più diffusa e coltivata soia (Glycine max).
    2) Glycine ussuriensis

    Medicago sativa (erba medica) 20
    Linum usitatissimum (lino) 5
    Avena sativa (avena) 10
    Hordeum vulgare (orzo) 13
    Oryza sativa (riso) 6
    Saccharum officinarum(c. da zucchero) 4
    Sorghum bicolor (sorgo) 11
    Beta vulgaris (barbabietola da zucchero)

  3. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Caro Alberto, purtroppo quanto da te riportato sottolinea un fatto noto da tempo. Stiamo assistendo alla spettacolarizzazione della scienza…

  4. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    la cosa incredibile è che nessuno non abbia niente da dire sul mio post. Vitangelo, ci sei?

  5. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Sono rientrato e ho letto! Il testo riportato da La Stampa del 29 scorso è una sintesi di un articolo molto più lungo, come qualcuno di Salmone sa. Ridurlo a 2000 battute impone sintesi di concetti, di spazi e di parole. Il periodo completo era:” Altra preoccupazione desta il gene flow, cioè il passaggio, attraverso il polline, del gene della resistenza o tolleranza all’erbicida dalle piante coltivate a quelle spontanee che potrebbe ridurre al massimo fino ad annullare l’efficacia economica ed agronomica dell’impiego della combinazione pianta tollerante ed erbicida specifico. E’ un problema prevedibile anche questo. E’ stato già osservato in Canada nella coltivazione del colza geneticamente modificato (CANOLA). Ma studi ed eventuali rimedi ai problemi creati dal gene flow sono oggetto di interessantissime osservazioni e ricerche nel mondo. In Italia, la ricerca sugli OGM è ferma da un ventennio ormai; altrove, invece, procede speditamente. Ci sono già valide indicazioni di come, caso per caso, con la combinazione delle buone pratiche agricole e i sistemi genetici già noti è possibile ridurre al massimo o annullare quasi del tutto il gene flow dannoso per la vegetazione spontanea. Ci dovrebbe consolare il fatto che, a parte il caso citato del colza, in Italia non abbiamo vegetazione spontanea per gran parte delle specie da noi coltivate da secoli come mais, soia, pomodoro, melanzana, peperone, ecc.).”
    Questo, in sintesi, il concetto. Un agronomo o un agricoltore deve fermarsi a produrre se le erbacce (leggi vegetazione spontanea) sono un problema per la vegetazione utile? L’agricoltura sarebbe già morta, e da tempo! Invece, ritengo stimolante tale competizione! Ho scritto altre volte che tra le tante definizioni di malerbe quella che preferisco è: “una malerba è una pianta della quale non conosciamo ancora l’utilità”. Quando ne riconosciamo l’utilità la mettiamo in coltivazione e la difendiamo dalle altre malerbe anche consorelle. Questa filosofia sta alla base dell’agricoltura!
    Quindi l’elenco delle malerbe diventate buone erbe è lunghissimo e continuerà ad allungarsi….senza avere paura del gene flow, altrimenti avremmo già smesso di coltivare! Le conoscenze delle basi della genetica e il loro ampliamento ci permettono di controllarlo sempre meglio e la conoscenza dei sistemi già in uso (poliploidia, partenocarpia, maschio sterilità, ecc.) sono un aspetto affascinante del miglioramento genetico e della produzione sementiera.

  6. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    insomma Vitangelo………la solita disinformazione……per fortuna che c’è OGM, bb!

  7. VitangeloNo Gravatar scrive:

    CHI SI LODA SI IMBRODA!

  8. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    sono d’accordo…….rimane il fatto che io di balle non ne racconto

  9. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    :-D

  10. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Per fortuna che OGM bb C’é… :-)

  11. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Franco,

    non hai certo bisogno di difensori, però non ho ancora sentito un Tuo parere su queste affermazioni del “paladino degli OGM in Italia”:

    “……..mi dovete spiegare dove sta la moralità di prendere dei soldi dalle tasche di un individuo per darle a voi che operate nel settore agricolo? All’individuo a cui rubate i soldi non interessa niente della vostra attività e potrebbe comprare gli alimenti in altre parti e magari a minor costo.” (post n. 70 di giorgio)

    Ti ringrazio

  12. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    OGM! sei peggio di Catone il Censore con il suo Carthago delenda est…
    Ho già risposto, anche se non ricordo il n. di post.
    Non condivido l’affermazione, ma non per questo mi permetto di denigrare l’operato di quello che tu chiami paladino.
    Adesso per favore basta!

  13. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    ok, va bene, però ogni tanto è bene ricordarlo, perchè poi va a finire che uno ci crede che LUI, giorgio……sempre che sia lui, vuole gli OGM per migliorare la situazione economica di quei ladri degli agricoltori.

  14. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Per quanto mi é dato di sapere, non conosco personalmente Giorgio Fidenato, é persona che si batte per la libertà di impresa.
    E’ uomo che non capisce per quale ragione in Italia (e stranamente questa sera la scrivo maiuscola; devo essere malato…) un imprenditore non é libero di fare quello che vuole avendo la “legge” dalla sua parte.
    Chi lo osteggia, e osteggia anche me nella mia libertà di impresa, lo fa con motivi pretestuosi fuori o a margine di norme scritte.
    Così non funziona! Non va bene! E’ sopruso.
    Se poi Giorgio ha idee per altre situazioni diverse dalle mie liberissimo di averle.
    Potrò criticarlo se ne ho voglia (e non ne ho voglia perché nomi interessa), ma non per questo disconosco la mia approvazione per la sua battaglia primaria sul MON 810. Qui a mio avviso ha ragione e lo sostengo in tutti i modi.
    Questo detto ti prego veramente di interrompere la diatriba che é diventata sterile e inutile al dialogo civile.
    Franco

  15. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Franco, personalmente, come agricoltore part-time, con uno che mi appella come “ladro” perchè prendo i contributi PAC non ho niente da spartire.

    Per le altre cose direi che “la mia libertà finisce dove comincia quella degli altri”.

    In un sistema in cui è il consumatore a decidere, non puoi obbligare gli altri a produrre quello che tu decidi di produrre e che non è gradito dal mercato.

  16. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Franco

    Un esempio di due pesi e due misure

    Fidenato è un anarchico ed un asociale perchè vuole andare contro al pensare della maggioranza pur essendone autorizzato dalle leggi, anzi fanno delle leggi illegali per fomentare dei vandalismi (lasciamo stare le baggianate dell’inquinamento genico che chi ne parla sarebbe meglio che prima si studiasse il miglioramento varietale e imparare a parlare di cose che conosce anche se è presidente di una regione e tanto altro).

    In Francia vi è una caso del tutto simile ma a parti invertite.

    In Borgogna temono lo svilupparsi della flavescenza dorata sulle viti della zona e quindi la regione ha emesso una ordinanza affinchè tutti i viticoltori trattino contro la cicadella, vale a dire un insetto che trasmette il virus della falvescenza. Ciò a scopo preventivo e di tamponamento all’estendesi della malattia.

    Un viticoltore biodinamico, un certo Giboulot, si è rifiutato di farlo adducendo che lui non vuole avvelenare i suoi terreni. E’ stato denunciato e il tribunale di Digione lo ha condannato. Il viticoltore se n’è uscito dal Tribunale gridando alla scandalo e dicendo che è stato condannato perchè si rifiuta di avvelenare i suoi terreni e chiede solidarietà dal mondo biologico e biodinamico. Per ora la solidarietà l’ha avuta dai movimenti politici compresa anche greenpeace che sono ben diverse dagli operatori economici. Un deputato verde venuto in suo aiuto ha detto:

    “la questione ci riguarda perchè tratta della nostra libertà di scelta che noi disponiamo di poter produrre altrimenti. Il nostro modello agricolo ha mostrato i suoi limiti e deve portare ad un cambiamento verso delle pratiche più virtuose e senza l’utilizzazione di pesticidi”

    Chiedo ai lettori onesti intellettualmente (quindi OGM bb è escluso), se queste parole le avesse pronunciate Giorgio Fidenato ci sarebbe stato da cambiare qualcosa? Per me la si potrebbe mettere in bocca a Giorgio e non verrebbe a meno di tutto quanto ha detto fino ad ora.

    I 147 viticoltori biologici della Cote d’Or sono però ben lontani dal condividere l’idea di Giboulot e sono stati ben contenti di aderire all’ordine ricevuto e di usare contro la cicadella il prodotto Pyrevert a base di piretrine autorizzate in agricoltura biologica, ma che Giboulot definisce pesticidi che uccidono le api e la fauna ausiliaria.

  17. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Alberto! Non devi convincermi…

    :-)

  18. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    in questo caso Giboulot ha torto!

  19. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    no comment OGM. Non vale la tastiera

  20. Giuliano D'AgnoloNo Gravatar scrive:

    Tutto il momdo è paese!
    L’Insitut Nationale de la Recherche Agricole, sezione di Colmar, aveva messo a punto una vite transgenica vaccinata contro il virus della flavscenza dorata. Una proteina del capside virale era stata introdotta nel portainnesto, il quale era così capace di trasferire la resistenza alla vite innestata. Nei primi due anni di sperimentazione si potè constatare:1)che le viti innestate sul portainnesto transgenico erano resistenti al virus; 2) che il polline delle viti innestate non era transgenico. Poi una sessantina di persone hanno eradicato le piante ed il giudice locale li ha assolti perchè il fatto non costituisce reato mentre era reato la sola violazone di domicilio. Non sorprende Perciò che qualche hanno dopo il direttore generale dell’INRA abbia dichiarato pubblicamente che l’Institute abbandonava la ricerca sui transgenici vista l’indifferenza dei politici a qusto tipo di innovazione. L’INRA con le sue ricerche aveva dato un contributo essenziale alla valutazione della sicurezza d’uso dei transgenici dal flusso genico al comportamento degli insetti impollinanti.
    Giuliano D’Agnolo

  21. PieroNo Gravatar scrive:

    Giuliano: sono disponibili pubblicazioni su quella sperimentazione? Sarebbe interessante farla pervenire a viticoltori che hanno dovuto distruggere i vigneti

  22. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    devo dire che la vite OGM riportata da D’Agnolo l’avrei utilizzata anch’io. Se il polline non è OGM quali erano le controindicazioni?

  23. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Giuliano

    I Francia han fatto la stessa fine anche le prove sulla fisiopatia da virus del raccorciamento dei nodi della vite (court noué de la vigne) portato da un nematode. Han creato un portainnesto OGM resistente al nematode, ma i vandali lo hanno distrutto e l’hanno passata liscia

  24. Giuliano D'AgnoloNo Gravatar scrive:

    Piero,
    trascrivo per comodità i riassunti di due lavori dedicati ai portainnesti.
    Dutt M, Li ZT, Kelley KT, Dhekney SA, Aman, M van,Tattersall J, Gray DJ.
    Transgenic rootstock protein transmission in grapevines. Acta Horticulturae; No 738: 749-53.
    Methods to manage uncontrolled flow of transgenes via pollen and seeds are increasing in importance as transgenic crops become more commonplace. In many parts of the world, grapevine scions are grafted onto rootstocks, which are adapted to resist adverse soil conditions and pests and/or to promote vigor. Water, minerals and other important nutrients are transferred in bulk from the rootstock to scion via the xylem. Thus, it is possible that bioactive peptides produced by a transgenic rootstock and deposited into its xylem sap would be similarly transferred to a non-transgenic scion. If the peptide conferred a desirable trait to the non-transgenic scion, such as disease resistance, the issue of unwanted gene flow would be solved, since transgenic pollen and seeds would not be produced during flowering and fruit production. Furthermore, the commercialization of transgenic grapevines would be simplified, since relatively few transgenic rootstock varieties would be needed to protect any non-transgenic scion. As an example, transgenic rootstock technology might be used in the control of Pierce’s disease (PD), which is caused by the xylem-limited bacteria, Xylella fastidiosa. Antimicrobial peptides produced by a transgenic rootstock may control bacteria in the xylem sap of a non-transgenic scion, thus providing PD resistance. To test this hypothesis, transgenic Vitis vinifera ‘Thompson Seedless’ expressing the Shiva-1 lytic peptide gene was treated as a rootstock. Non-transgenic V. vinifera ‘Cabernet Sauvignon’ and ‘Thompson Seedless’ were grafted onto the rootstock. Controls consisted of grafted and non-grafted transgenic and non-transgenic vines. Presence of the Shiva-1 peptide in xylem sap of the scion was detected by Enzyme-Linked Immunoabsorbent Assay (ELISA).

    Lemgo GNY, Sabbadini S, Pandolfini,T.Mezzetti, B.
    Biosafety considerations of RNAi-mediated virus resistance in fruit-tree cultivars and in rootstock. Transgenic Research 2013; 22 (6): 1073-88
    A major application of RNA interference (RNAi) is envisaged for the production of virus-resistant transgenic plants. For fruit trees, this remains the most, if not the only, viable option for the control of plant viral disease outbreaks in cultivated orchards, due to the difficulties associated with the use of traditional and conventional disease-control measures. The use of RNAi might provide an additional benefit for woody crops if silenced rootstock can efficiently transmit the silencing signal to non-transformed scions, as has already been demonstrated in herbaceous plants. This would provide a great opportunity to produce non-transgenic fruit from transgenic rootstock. In this review, we scrutinise some of the concerns that might arise with the use of RNAi for engineering virus-resistant plants, and we speculate that this virus resistance has fewer biosafety concerns. This is mainly because RNAi-eliciting constructs only express small RNA molecules rather than proteins, and because this technology can be applied using plant rootstock that can confer virus resistance to the scion, leaving the scion untransformed. We discuss the main biosafety concerns related to the release of new types of virus-resistant plants and the risk assessment approaches in the application of existing regulatory systems (in particular, those of the European Union, the USA, and Canada) for the evaluation and approval of RNAi-mediated virus-resistant plants, either as transgenic varieties or as plant virus resistance induced by transgenic rootstock.

    Il prof Bruno Mezzetti (i cui contatti sono reperibili sul sito dell’Università di Ancona, è l’unico in Italia ad aver sperimentato in campo aperto una vite transgenica ed ad averla monitorata per alcuni anni; egli dirige, per conto delle Nazioni Unite il corso online dedicato alla formazione di esperti capaci di valutare l’impatto degli OGM

    L’esperienza francese è stata raccontata sia per gl aspetti scientifici che quelli socio-politici su Plos Biology alla fine del 2010 quando i campi sono stati distrutti, nonostante che per tre anni il polline fosse rimasto privo del transgenico.
    Giuliano D’Agnolo
    http://www.plosbiology.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pbio.1000551

  25. PieroNo Gravatar scrive:

    Grazie mille!

  26. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Cosa significa “nonostante che per tre anni il polline fosse rimasto privo del transgenico.”?

  27. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Semplice da capire se era il porta innesto transgenico, il nesto che non lo era emetteva polline non OGM.

  28. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    ok, ma se il porta innesto sfugge e si comporta come una pianta normale, va a fiore e ha un polline OGM…..o no!

  29. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    vorrei parlare dei grandi sostenitori degli OGM in Italia. Uno di questi si chiama giordano masini………. ha appena scritto una serie di ……… su il foglio……….. che non fa onore a chi, come voi, utilizza informazioni quantomeno sensate.

    http://www.ilfoglio.it/articoli/v/122838/rubriche/vandana-shiva-nuovi-numeri-contro-santoni-ogm.htm

    a parte le solite offese……. riesce a scrivere che gli OGM determinano un aumento del profitto del 68%.

    Ho provato a scrivere qualcosa come “giovanni”, ovviamente (a distanza di 4 ore) non l’hanno pubblicato e non credo lo faranno……. questa sì che è libertà di opinione …….. avevo semplicemente scritto:

    “Masini, ma lei crede veramente a quello che scrive? Lei crede veramente che il profitto con gli OGM possa aumentare del 68%? Ma Lei ha un’idea di che cosa sia il profitto? 68% di aumento rispetto a cosa? rispetto allo 0……allora sono d’accordo. 68% di aumento del profitto in quale paese? in Italia? 68% di aumento del profitto in quale anno? 68% di aumento del profitto per chi?
    questa si chiama disinformazione!”

  30. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    E’ vero una volta ho visto correre lunga le strade dei portainnesti che scappavano da una vigna.

  31. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Comunque i dati sull’India sono questi:

    La verità sul cotone Bt. In India

    • L’India ha commercializzato un solo raccolto GM, il cotone Bt con il Cry 1 Ac gene (Bollgard I), tollerante il parassita del cotone più grave, il bollworm americano. Le prestazioni del cotone Bt in India sono state fenomenali e il progresso fatto dal 2002, quando è stato approvato, è stato molto veloce.
    • Nel 2002, il cotone Bt è stato piantato su 0,5 milioni di ettari e da poche centinaia di agricoltori. Nel 2013, l’area coltivata con cotone Bt è stata di 11 milioni di ettari che coinvolgono 7,3 milioni di agricoltori, in nove stati indiani (James, 2013).
    • Il cotone Bt è ora coltivato in oltre il 95 per cento della superficie a cotone e circa l’80 per cento di questo è in fase di Bollgard II, contenente i due geni (1AC Cry Cry 2 e Ab) impilati e conferendo al nuovo cotone Bt con un livello molto più elevato di tolleranza dei parassiti.
    • India è ora al 4 ° posto mondiale nella superficie coltivata a colture Ogm (James, 2013).
    Un confronto delle statistiche sui vari aspetti dello sviluppo del cotone Bt e le prestazioni tra il 2002 e il 2013 illustra l’imponente contributo del cotone Bt allo scenario di cotone indiano (James, 2013; Brookes e Barfoot, 2014):
    a) un solo evento genetico nel 2002 e sei eventi impilati nel 2013;
    b) Una sola società sementiera in via di sviluppo nel 2002, più di 40 aziende nel 2013;
    c) Tre ibridi nel 2002 e oltre 1.095 nel 2013;
    d) C’è stato un forte calo l’uso degli insetticidi, in coincidenza con l’adozione su larga scala di cotone Bt, da 5.748 tonnellate di principi attivi in 2001 a 222 tonnellate con conseguente risparmio di circa135 milioni di dollari. Nel 2001, il 46 per cento dei pesticidi usati in India è stata spruzzata su cotone mentre era 17,2 per cento nel 2012 (Mayee e Choudhury, 2013);
    • per ettaro le rese medie di cotone, prima perennemente in calo, sono passate da circa 308 kg per ettaro nel 2001-02 a 550 kg in 2013-14; la produzione di cotone è passato da 13,6 milioni di balle (balla = 170 Kg) nel 2002-03 e 37 milioni di balle nel 2013-14;
    • il cotone Bt ha notevolmente contribuito alla trasformazione di India da un importatore di cotone di un esportatore. India ha importato 4,25 milioni di tonnellate di cotone nel 2001 e ha esportato 1,25 milioni di tonnellate nel 2011-12;
    • l’India è stato stimato avere una maggiore reddito agricolo dal cotone Bt, 14,6 miliardi di dollari in 11 anni periodo dal 2002 al 2012, e 2,1 miliardi di dollari nel solo 2012 (Brookes e Barfoot, 2014).
    • Il cotone Bt in India non è più una questione aperta, è assodato che ha enormemente beneficiato sia gli agricoltori che il paese è stato sottolineato da una serie di indagini (Bury, 2013; James, 2013; Mayee, e Choudhary, 2013; Chandrasekhara Rao, 2014).
    • Ad ogni questione sollevata contro il cotone Bt è stato risposto (Manjunath, 2011). La falsa attribuzione di suicidi dei contadini a BT cattivi raccolti di cotone è stata anche ripudiata
    (Gruère, et al, 2008;. Sheridan, 2009; Gruère e Sengupta, 2011; Bury, 2013). Tuttavia, ogni
    nuovo evento di cotone Bt deve passare attraverso il processo di regolazione biosicurezza che coinvolge prove sul campo.
    • Seppure con questi dati obiettivi ancora tutti gli altri attivisti anti OGM urlano che il cotone Bt ha fallito causando immensa miseria agli agricoltori.
    …………………
    Fonte http://www.plantbiotechnology.org.in/Genetically%20Engineered%20Crops%20in%20India.pdf

  32. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    VEDISEMU docet…….. se la marza muore e il portainnesto vegeta, origina o no una pianta adulta in grado di produrre fiori con relativo polline OGM?

    se nessuno risponde significa che l’affermazione è vera.

  33. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Oppure che si sono stancati di venirti dietro…

  34. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Anche questa mi tocca sentire! Se la marza muore il viticoltore cava il portainnesto e vi pianta un’altra vite, in un vigneto mica siamo nella foresta vergine dove non esiste presenza umana.

    Ma si può pur di fare il bastian contrario tirare in ballo casistiche fuori da ogni valenza pratica?

  35. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Ho visto tanti vigneti abbandonati…….

    Ho capito, funziona come ho ipotizzato. Se il portainnesto rimane senza marza va a fiore e sparge polline OGM nel mondo……….

  36. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    OGMbb, non ti sembra di diventare ridicolo?

  37. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    devo dire che certe volte facciamo a gara a chi è più ridicolo. Insomma….. Tu SCIENZA_79 che mi sembri una persona seria…….Ti è mai capitato di vedere un pero dove il portainnesto emette polloni che vanno a fiore? E se questo portainnesto è OGM cosa succede?

    Attendo risposta, grazie

  38. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    No OGMbb, non mi è mai capitato ma su questo non ho voce in capitolo visto che non sono un agricoltore. Visto che stiamo parlando in via ipotetica penso due cose: 1) la gestione di quanto hai sollevato non dovrebbe rappresentare un problema irrisolvibile. 2) Se proprio si deve, facilmente è possibile ottenere portainnesti indeiscenti. Ps. Grazie per la persona seria

  39. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    ok, allora aspettiamo prima di parlarne e ne parleremo a “bocce ferme”, caso per caso……..

  40. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Vi è mai capitato di vedere un pero a cespuglio? Io credo di no in quanto così dovrebbe essere la pianta di pero se si lasciassero crescere liberamente i polloni radicali. Siamo di fronte ad Uno fa la “pipì fuori dal vasino” e poi pretende che non glielo si faccia notare. Sarà una forma di infantilismo ricorrente!!!

  41. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    io l’ho visto

  42. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    OGM perdonami, ma a volte diventi veramente ridicolo…
    Fai sorridere con amarezza.
    Vincerete la vostra “guerra anti OGM”, ma la avrete vinta con argomentazioni poco valide e pretestuose.
    Oltre che scientificamente false.
    Con tutto il rispetto.

  43. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    mi dici le cose false che avrei detto…….non hai mai visto un “franco di pero” a fiore?

    questa sera, grande spettacolo, ore 11,15 RAI 1, “Behind the label”, ovvero la storia del cotone OGM in India……..sfruttamenti, immiserimento, povertà, catastrofi, suicidi, terremoti, tsunami, ecc.

  44. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    nel pero come portainnesto può essere utilizzato il “Franco” o il “Cotogno”, ambedue in natura producono fiori, tanti fiori, con tanto polline, tanto polline.

    http://isegretidegliiblei.blogspot.it/2011/04/la-pianta-dimenticata.html

    il critichino, criticherà la fonte….machissenefrega!

  45. SimoneNo Gravatar scrive:

    Se di guerra si tratta.. i pro ogm la perderanno per averla condotta convinti che per vincerla, bastasse la propria convinzione di avere argomentazioni valide ,non pretestuose e scientificamente vere?
    Ps
    non ho la più pallida idea se sia un problema irrisolvibile o meno …ma anche le ns colline appenniniche e prealpine sono piene di boschi che hanno assorbito ex vigne e frutteti abbandonati,in cui non è raro trovare fruttiferi e anche vigne con polloni inselvatichiti, che hanno sopraffatto la pianta madre.

    Più che agricoltore mi sa che aiuterebbe essere cacciatore di cinghiali , cercatori di funghi.

  46. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    grazie Simone….”non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere”

  47. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Caro Simone, ringraziando il cielo non sono neanche cacciatore di cinghiali o raccoglitore di funghi. Sono solo un ricercatore (pubblico) che studia da moltissimi anni nell’ambito degli OGM. Per ambito intendo gli aspetti tecnici che sono alla base dell’ingengneria genetica, le tecniche più avanzate di miglioramento genetico, quali sono i processi molecolari per i quali una pianta sviluppa in un modo piuttosto che in un altro e quali geni e molecole partecipano a questi processi.

    Sai cosa ho imparato dopo anni di studi? Che è meglio intervenire su argomenti di cui si è veramente preparati e su cui si conosce ogni aspetto piuttosto che avere la presunzione di essere migliori di altri ed intervenire a vanvera…anche perchè, forse molti di voi non se ne rendono conto, ma quando si scrive qualcosa che a centinaia o migliaia possono leggere la responsabilità di ciò che si scrive e direttamente proporzionale.

    Cordialmente

  48. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    non mi sembra che Simone abbia scritto cose a vanvera.

  49. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    OGMbb, nel post N°38 ho parlato di gestione del problema…ripeto: gestione del problema. Scrivere che i boschi sono pieni di frutteti abbandonati sottolinea come non si è capito nulla del discorso

  50. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    va be, ha esagerato un pò……però prima (post 40) un’altro ha scritto che il problema non esiste e chi lo fa notare è “Uno fa la “pipì fuori dal vasino””.

    I boschi forse non sono così pieni di frutteti abbandonati, però il problema esiste.

  51. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Sono d’accordo con te OGMbb, ma quando dico che scienza e mondo (in questo caso agricolo) devono incontrarsi e i secondi spiegare i problemi ai primi e cercare soluzioni…mi riferisco proprio a questo…

  52. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Simone

    Tu l’agricoltura non sai neppure dove stia di casa e quindi quando ne parli sproloqui.

    Infatti in altra rubrica di Salmone ti ho risposto circa tue elucubrazioni senza senso, ma ti sei guardato bene dal contestarle perchè non conosci nulla di ciò di cui si sta qui parlando.

    Leggi pure così impari, ma quando ti viene la voglia di scrivere qualcosa pensaci due volte e poi devi decidere di non farlo perchè diresti cazzate. Consigli da amico e forse da nonno.

  53. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ho visto dal principio alla fine lo Speciale TG1 e mi sono roso il fegato, non tanto per quello che si diceva, quanto perchè ho contribuito a mandare giornalisti in India, ma che dico giornalisti, quelli erano agitprop, pagando un abbonamento alla televisione.

    In sostanza è stato detto che solo un 4% dei contadini sono intelligenti in quanto coltivano cotone biologico, mentre il 92% sono di perfetti cretini a seminare cotone Bt, non solo, ma questo 92% continua a comprare semi che non danno cotone (si è arrivati a dire che le piante non fioriscono e quindi non producono cotone, oltre alla solita panzana del seme sterile per il “terminator”

    I contadini inoltre sono tanto fessi da potersi produrre il seme da riseminare (seminando cotone normale), e ben il 92% preferisce comprare il seme ogni anno e senza che nessuno lo obblighi (e secondo la Panzana lo comprano per trovare un motivo per suicidarsi, non solo ma lo fanno bevendo insetticidi che comprano appositamente), ma per solo gusto di pagarlo 3600 rupie al kg e con la certezza che il suo raccolto non ci sarà perchè vi sono dei commercianti tanto imbecilli che vendono semi o che non nascono o che non producono piante con fiori.

    Io ho venduto semi per una vita, ma la mia massima preoccupazione era che avessero una germinabilità elevatissima perchè era la cosa che mi conservava il cliente e che mi creava la nomea di persona seria. Preferivo scartare la qualche partita che non mi dava garanzie al cento per cento piuttosto che correre anche il minimo rischio.

    Io in mezzo ai contadini, quelli veri di una volta, ci sono stato e vi posso dire che: 1° - non si usciva dalla loro corte con la loro produzione se non avevano visto i soldi contanti 2° prima che si convincessero ad adottare una innovazione bisognava che almeno altri intorno a loro l’avessero adottata in nodo che di nascosto fossero andati a vedere e constatare se manteneva le promesse. Non credo che i contadini indiani siano diversi dai contadini che ho conosciuto io e quindi se il 92% di questi San Tommaso ha adottato il cotone Bt significa che si devono essere convinti totalmente. Bastava un piccolo dubbio per soprassedere ancora.

  54. SimoneNo Gravatar scrive:

    Guidorzi

    Te hai ampiamente dimostrato che si studi e leggi molto ma l’agricoltura l’hai vista anni fa da distante nel mondo dal punto di vista del venditore di semi e da vicino nelle cartoline del tuo solo paese, con il risultato che a livello pratico oltre a non essere capace di coltivare un orto,non sei in grado di dare consigli utili su come, nel contesto odierno, si possa mandare avanti un azienda agricola .

    La rubrica di Salmone di cui parli, era sparita dalla home , sono andato a cercarla , ho visto adesso la tua risposta e tra un po ci vado a rispondere.

    La tua affermazione che le mie elucubrazioni sono senza senso dimostra,che non hai capito quanto ho scritto, proprio perché sei troppo distante dal mondo agricolo reale odierno e accetti solo ciò di cui tu sei convinto.

    Scienza 79
    La gente comune ,si aspetta dagli scienziati affermazioni esatte e certezze,che la scienza non sempre può dare . Se voi affermate con sicumera che tale situazione non esiste(Guidorzi lo ha fatto più volte su molti argomenti ) perchè vi è sfuggita , perché la ritenete statisticamente irrilevante e la gente comune sa che esiste ,questo vi è sufficiente per perdere credibilità.
    Poi hai voglia ad a andare a spiegare che le situazioni ritenute estese (pieni)perché le attraversano a piedi, sono una minima parte dei boschi italiani,che è una situazione antica di tempi in cui a certe cose non vi era necessità di badare,ma oggi si può tenerne conto.

  55. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Sinceramente inizio a stancarmi (quello di parlare di scienza evidentemente è un sport che va di moda in Italia). Caro Simone, parlare di scienza significa parlare di numeri, stastistiche, probabilità e distribuzioni di popolazioni e lo si fa con dati e algoritmi matematici e statistici (che non vuol dire interviste). Quando scienziati parlano lo fanno in base ai dati disponibili nella letteratura scientifica. Questo non vuol dire che hanno la presunzione di dire la verità ma che stanno dando la migliore interpretazione possibile di un fenomeno in base ai dati disponibili al momento. Che ti piaccia o meno il progresso scientifico si attua tramite questi processi, lo stesso progresso che ti ha messo davanti ad un computer e ti ha dato la possibiità di far conoscere le tue idee agli altri, lo stesso progresso che ti permette di curarti ecc. Ogni tua azione ricade sul mondo, anche quando decidi di prendere antibiotici per curare una polmonite. Ogni tua azione deve essere valutata in base al rapporto costi/benefici in base ai dati a tua disposizione. E’ questo quello che gli scienziati hanno sempre dichiarato.

    Ora ti faccio vedere quanto è facile: Come fai ad essere sicuro che ciò che coltivi tu non ha influenza sul mondo circostante? quali sono gli effetti sulla microflora e fauna del terreno? quali sono gli effetti sulla popolazione di insetti? Non potrebbe essere che stai selezionando specie a sfavore di altre? Come fai ad escludere effetti negativi di ogni tipo sul biotopo che circonda le tue coltivazioni? Sai che alcuni pollini di specie naturalissime sono dannosi per le api?

    Hai mai preso in considerazione queste possibilità prima di piantare qualunque cosa? Hai studiato? Hai dati disponibili che ti permettano di escludere tutto questo?

  56. SimoneNo Gravatar scrive:

    Anche io mi sto stancando di perdere tempo per cercare di farvi capire come venite recepiti al di fuori del vs mondo(neanche fossa colpa mia) anche proprio perché qualcuno va oltre, si autodenomina scienziato e dichiara più di quello che tu sostieni gli scienziati hanno sempre dichiarato.( su cui sono perfettamente d’accordo ).

    Ho preso in considerazione e studiato più di quanto tu sia disposto a credere e nel limite delle mie possibilità lo sto mettendo in pratica, conscio che ha influenza sul mondo circostante.
    Rilevo a differenza di situazioni limitrofe o simili dove si fa agricoltura in modo diverso (non sono neanche in bio) effetti che (secondo il mio parere e interesse di semplice coltivatore) , sono positivi su microflora fauna del terreno ,insetti e fauna superiore e un incremento di specie utili in sfavore di altre che ritengo, sempre per le ragioni di cui sopra meno utili. Le api ci vivono benissimo . Non ho rilevato effetti che nel limite delle mie competenze si possano considerare negativi sul biotopo che circonda le mie coltivazioni.
    Siccome il mio lavoro è coltivare ,non sono ne un ricercatore( neanche un antiogm,cacciatore e nemmeno cercatore di funghi per le colline dismesse..anche se ne ho percorse a piedi parecchie in diverse regioni ) e non ho niente da vendere, non ho nessun interesse a raccogliere altri dati oltre quelli che mi possano essere personalmente utili a gestire la mia attività .Cosa che invece potrebbe fare e senz’altro meglio di me un ente di ricerca. Ammesso che da noi trovi fondi e stimoli per farla,come invece succede all’estero,dove queste ricerche stanno dando interessanti risultati. Se è questo che ti premeva sapere.

  57. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Scusami Simone se sono stato duro…Vorrei che capiste le difficoltà che devono essere affrontate nel mondo scientifico. L’interpretazione dei risultati, la progettazione di un piano sperimentale, il continuo studio della letteratura scientifica…interpretarla nella maniera corretta, ti assicuro che non è cosa facile e le ultra semplificazioni che spesso leggo nella rete, mi mandano fuori di testa. Ora non è il tuo caso, ma non sai le volte che mi capita di leggere di ricercatori pubblici pagati dalle multinazionali, di scienza che non serve a nulla o che è inaffidabile (sono convinto che il 99% di coloro che fanno affermazioni del genere, hanno due o tre cellulari, un tablet, un computer, valige intere di medicinali ed in generale consumano più di una portaerei americana). Ora, quando ricercatori pubblici si spendono, magari danneggiando le loro carriere, cercando di portare un messaggio, lo fanno interpretando quella letteratura scientifica così difficile da studiare ed interpretare e mal digeriscono le ultra semplificazioni…ti assicuro che a noi in tasca non ne viene nulla ed è forse per questo che praticamente tutti i ricercatori sono rimasti in silenzio per troppi anni mentre “ogni” OGM, pubblico e privato, bello o brutto, buono o cattivo, veniva descritto come il diavolo sceso sulla terra.

    Mi dispiace per il caloroso post e ti auguro una buona giornata.

  58. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Simone, sono contento che tu mi abbia risposto ma le mie domande erano ovviamente provocatorie…nel senso che è ovvio che qualunque azione si intraprenda ci possono essere effetti secondari deleteri (magari anche non previsti) ed è giusto prenderli in considerazione. Quello che noto però, è che con il passare del tempo, la scienza e la tecnica si affinano e con loro anche la nostra capacità di prevedere effetti e quindi di porvi rimedi. Voi pensate che ai ricercatori interessa solamente quello che fanno nei loro laboratori e che non tengano in considerazione cosa può venire dalle loro ricerche…non sai quanto sbagliate. Ti assicuro che ogni nuovo progetto che parte ha alla base la domanda “a che può servire?” “come può essere applicato e quali possono essere le conseguenze?”

    Un caro saluto

  59. PieroNo Gravatar scrive:

    Alberto 53 - visto il programma, hai ragione da vendere. Mai visto niente di più ignobile; il trionfo dell’ignoranza (spassoso il punto sulle vacche morte causa BT). Ma dove li trovano questi giornalisti. Sarebbero da denunciare penalmente.
    Se fossi un convinto NOOGM mi dissocerei e chiederei di rifare la trasmissione.

  60. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    mi dissocio dal contenuto della trasmissione di ieri sera……ma forse l’hanno fatto apposta, in modo tale da dare spazio in questi giorni ai pro-OGM!

Lascia un tuo commento

Per allegare una vostra immagine a fianco ai commenti registrarsi al sito Gravatar. Quando inserite la mail in fase di commento, bisogna usare la stessa mail che avete usato per registravi al Gravatar

Nella categoria: News, OGM & Media

Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…